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Cosa proporre a bambine e bambini che iniziano a leggere da soli
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Cosa proporre a bambine e bambini che iniziano a leggere da soli

di Nicoletta Gramantieri

@aaron burden - unsplash

Fino a una certa età, non è possibile per bambine e bambini avvicinarsi ai libri in modo autonomo. Serve un adulto che dia voce alla scrittura che ancora i piccoli non sanno decodificare.
Succede così che gli albi illustrati, il tipo di libro che maggiormente si propone nella fascia prescolare, abbiano caratteristiche, e lo spiega bene Sophie Van der Linden nel suo Album(s), che ben si adattano alla lettura ad alta voce: una suddivisione del testo che riporta alle unità di respiro, un ritmo che conduce, sonorità che ben risuonano quando si dà loro voce e, sovente, indicazioni tipografiche che suggeriscono toni e modi della lettura.

 

Il lavoro ben condotto dal progetto Nati per leggere nell’ultimo decennio, la rete di attività e azioni di promozione della lettura che esiste nel nostro paese, l’attenzione degli editori alla fascia d’età prescolare, hanno portato a una produzione di albi illustrati vasta e, in molti casi, di qualità. Quando bambine e bambini giungono ad apprendere la lettura sono già, perlopiù, abituali fruitori di storie con solide competenze di cooperazione coi testi, costruite negli anni tramite la pratica, l’ascolto e l’esperienza.

 

Anche chi non ha mai avvicinato un libro ha comunque sviluppato competenze simili nella fruizione di cartoni animati o film. Bambine e bambini sono quindi usi al piacere di esporsi a una storia, amano fare previsioni sullo sviluppo delle azioni, godono della compiutezza della narrazione quando giungono al termine, amano riascoltare le storie, adorano lasciarsi stupire dalle invenzioni narrative e dai finali.

 

Leggere in autonomia

Succede poi che inizino a leggere in modo autonomo. Si tratta, in principio, ancora di una lettura ad alta voce. Compitano sillabe, parole, e poi frasi, oppure ripetono frasi per poi identificare parole e sillabe, a seconda del metodo di apprendimento proposto dalla maestra o dal maestro.
L’acquisizione della lettura è senza dubbio un passaggio epocale nella vita di ognuno di noi. Gli adulti che dei bambini si occupano – genitori, nonni, maestre, educatrici –  tendono giustamente a sottolinearlo ed evidenziarlo in vari modi, anche attraverso l’abbandono degli albi illustrati in favore di libri che somiglino maggiormente a quelli letti dagli adulti. Si tratta di libri di piccole dimensioni, con poche pagine, caratteri di grande corpo, con pagine di carta lucida, copertina di cartone leggero, e spesso illustrati con immagini povere, ma dai colori squillanti.

 

Le case editrici riconoscono questo bisogno e producono libri in quantità tale che viene da chiedersi se così facendo rispondano al bisogno o concorrano a crearlo. Questi libri servono senza dubbio a dare la sensazione, a chi sta prendendo dimestichezza con la parola scritta, di avere letto un libro, ma temo che questa sia realmente l’unico tipo di soddisfazione che procurano.

 

Cos’è una storia

Se prendiamo per buona la definizione che Bernini e Caracciolo danno in Letteratura e scienze cognitive del termine storia, assumiamo che da una parte possa essere definita come oggetto semiotico, un insieme di segni, cioè, che rimandano a una serie di eventi, e dall’altra come il processo attraverso cui interpretiamo un oggetto come la rappresentazione di una serie di eventi.
Una storia è quindi il risultato dell’interazione di un oggetto semiotico con una serie di processi mentali. I processi mentali richiesti al lettore che si rapporta con questo genere di libretti, o con la parte maggiore di questi, sono veramente minimi, tanto da mettere in dubbio che ci si possa riferire a essi come storie. Chi legge non è stimolato a cooperare col testo, non è spinto a fare previsioni e ad articolare strutture di attesa, non trova sorprese o invenzioni narrative. Insomma, l’apprendimento della lettura finisce per passare attraverso la mortificazione del piacere di leggere. Questo è strano soprattutto perché nella vasta produzione di albi illustrati ce ne sono moltissimi adatti a bambini di sei, sette, otto anni.

 

Mi chiedo allora se non sia il caso di promuovere il loro uso anche nei primi anni di scuola primaria. Gli albi illustrati sono spesso prodotti di qualità e permettono di leggere in poco tempo una storia intera, di appropriarsi, nella compresenza di immagini e testo, di un plot e, anche nelle incertezze della sillabazione, di godere dello sviluppo dell’azione e delle soluzioni che stanno alla fine, di sperimentare, dunque, le proprie capacita di lettore competente e da questo trarre il piacere necessario a ripetere le letture e al cercarne nuove.

 

Penso al piacere che può trovare un lettore incerto nell’aprire L’uomo della nebbia di Tomi Ungerer e trovarsi all’interno di una storia di fratelli, nebbie, misteri e disubbidienze, o nello sfogliare Lezione di pesca illustrato da Émile Bravo, e quanto divertimento può scaturire dal trovare gli assurdi rimandi alle fiabe, nei fumetti dei Sette orsi nani o nel muoversi sul limite inquietante fra quotidiano e magico presentato ne La scopa della vedova di Chris Van Allsburg.

 

Si tratta in tutti casi di narrazioni condotte con maestria tramite testo e immagini in cui personaggi ed eventi trovano ragione di essere all’interno di una struttura coerente, non banale, che rende con la sua specificità il senso dell’essere rappresentata e porta chi legge a stupirsi, innanzitutto, della non convenzionalità, del senso di deviazione da canoni soliti, di cui queste storie, per struttura, forma e temi sono portatrici.

 

Abituiamo bambine e bambini, quando leggiamo loro ad alta voce, a rispondere alle storie con lo stupore, con le risate, con la suspense, con movimenti di cooperazione testuale che predispongono curiosità e altre letture.

Penso che dobbiamo rendere loro gli stessi piaceri quando iniziano a leggere da soli.

In questo articolo parliamo di:

  • Sophie Van Der Linden, Album(s)
  • Marco Bernini, Marco Caracciolo, Letteratura e scienze cognitive, Carocci 2013
  • Tomi Ungerer, L’uomo della nebbia, Electa Kids 2013
  • Heinrich Böll, Émile Bravo, Lezione di pesca, Bao Publishing 2013
  • Chris Van Allsburg, La scopa della vedova, Logos 2013

 


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