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	<title>BLOG Archivi - Hamelin</title>
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	<title>BLOG Archivi - Hamelin</title>
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		<title>OPEN CALL &#124; Le figure del libro</title>
		<link>https://hamelin.net/open-call-le-figure-del-libro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mara Carotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 15:34:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
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		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per il progetto Le figure del libro saranno selezionat* 10 giovani artist* del disegno e dell’illustrazione con particolare attenzione alle loro competenze artistiche e narrative, residenti in Italia oppure residenti all’estero con cittadinanza italiana. Puoi partecipare se non hai compiuto 36 anni al 30 ottobre 2025. Scopri la call, hai tempo fino alle h 18 del 18 maggio 2026!</p>
<p>L'articolo <a href="https://hamelin.net/open-call-le-figure-del-libro/">OPEN CALL | Le figure del libro</a> proviene da <a href="https://hamelin.net">Hamelin</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-17848 size-full" src="https://hamelin.net/wp-content/uploads/2026/04/Progetto-senza-titolo.png" alt="" width="4000" height="1550" srcset="https://hamelin.net/wp-content/uploads/2026/04/Progetto-senza-titolo.png 4000w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2026/04/Progetto-senza-titolo-300x116.png 300w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2026/04/Progetto-senza-titolo-1024x397.png 1024w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2026/04/Progetto-senza-titolo-768x298.png 768w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2026/04/Progetto-senza-titolo-1536x595.png 1536w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2026/04/Progetto-senza-titolo-2048x794.png 2048w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2026/04/Progetto-senza-titolo-500x194.png 500w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2026/04/Progetto-senza-titolo-250x97.png 250w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2026/04/Progetto-senza-titolo-603x234.png 603w" sizes="(max-width: 4000px) 100vw, 4000px" /></h3>
<h3><span style="color: #800080;"><strong>LE FIGURE DEL LIBRO<br />
</strong><strong>Percorso di professionalizzazione nel libro per immagini e l’albo illustrato</strong></span></h3>
<p>è un progetto di professionalizzazione artistica realizzato da <strong>ELSE Associazione</strong>, <strong>Hamelin</strong> e <strong>Mimaster Illustrazione</strong> con il sostegno del <strong>MiC</strong> e di <strong>SIAE</strong>, nell’ambito del programma <strong>“Per Chi Crea”</strong>.</p>
<p>Il percorso rivolto a giovani artisti e artiste pone al centro il linguaggio del libro per immagini e dell’albo illustrato, valorizzando la sua dimensione sperimentale che lo rende prodotto artistico fruibile non solo da bambini e bambine, ma anche da lettrici e lettori adulti. Al progetto partecipano alcune figure del mondo editoriale dell’albo illustrato che hanno contribuito a innovare questo particolare linguaggio in Italia e in Europa: Fausta Orecchio, fondatrice di orecchio acerbo, e Juraj Horváth e Tereza Horváthová, artisti e fondatori di Baobab.</p>
<p>Il percorso prevede attività formative, l’ideazione collettiva di un albo illustrato per adulti, la sua stampa in serigrafia e tre mostre a conclusione del percorso a Roma, Bologna (in occasione di A occhi aperti. Festival internazionale del fumetto) e Montopoli di Sabina (RI).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="color: #800080;"><strong>OPEN CALL</strong></span></h3>
<p>Per il progetto <strong>Le figure del libro</strong> saranno selezionati 10 giovani artisti e artiste del disegno e dell’illustrazione, con particolare attenzione alle loro competenze artistiche e narrative, <strong>residenti in Italia oppure residenti all’estero con cittadinanza italiana</strong>. Per <strong>giovani artisti</strong> sono intese <strong>persone che non abbiano compiuto 36 anni al 30 ottobre 2025 e che possano dimostrare attraverso il materiale richiesto in fase di candidatura un’esperienza pregressa in ambito creativo</strong>.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">La call sarà attiva a partire dal 14 aprile 2026 fino alle ore 18:00 del </span><b>18 maggio 2026</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> <span style="color: #800080;">» <a style="color: #800080;" href="https://hamelin.net/le-figure-del-libro/" target="_blank" rel="noopener">VAI AL SITO PER SAPERNE DI PIÙ E LEGGERE IL BANDO!</a></span></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://hamelin.net/open-call-le-figure-del-libro/">OPEN CALL | Le figure del libro</a> proviene da <a href="https://hamelin.net">Hamelin</a>.</p>
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		<title>Segui le frecce: visite guidate alle mostre di BOOM!</title>
		<link>https://hamelin.net/segui-le-frecce-visite-guidate-alle-mostre-di-boom/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mara Carotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 15:22:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[blog home]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Segui le frecce è il programma di visite guidate alle mostre dedicate a grandi autrici e autori di letteratura per l’infanzia che si svolgono in luoghi storici della città, curato da Hamelin e promosso da Fondazione Carisbo, in occasione di BOOM! Crescere nei libri e Bologna Children’s Book Fair.</p>
<p>L'articolo <a href="https://hamelin.net/segui-le-frecce-visite-guidate-alle-mostre-di-boom/">Segui le frecce: visite guidate alle mostre di BOOM!</a> proviene da <a href="https://hamelin.net">Hamelin</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-17877 size-full" src="https://hamelin.net/wp-content/uploads/2026/04/Visite-guidate-Eva-Lindstrom.png" alt="" width="3054" height="1579" srcset="https://hamelin.net/wp-content/uploads/2026/04/Visite-guidate-Eva-Lindstrom.png 3054w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2026/04/Visite-guidate-Eva-Lindstrom-300x155.png 300w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2026/04/Visite-guidate-Eva-Lindstrom-1024x529.png 1024w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2026/04/Visite-guidate-Eva-Lindstrom-768x397.png 768w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2026/04/Visite-guidate-Eva-Lindstrom-1536x794.png 1536w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2026/04/Visite-guidate-Eva-Lindstrom-2048x1059.png 2048w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2026/04/Visite-guidate-Eva-Lindstrom-500x259.png 500w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2026/04/Visite-guidate-Eva-Lindstrom-250x129.png 250w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2026/04/Visite-guidate-Eva-Lindstrom-603x312.png 603w" sizes="(max-width: 3054px) 100vw, 3054px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Segui le frecce è il programma di visite guidate alle mostre dedicate a grandi autrici e autori di letteratura per l’infanzia che si svolgono in luoghi storici della città, curato da Hamelin e promosso da Fondazione Carisbo, in occasione di BOOM! Crescere nei libri e Bologna Children’s Book Fair.</p>
<p>Le visite, pensate per bambine, bambini e famiglie, toccheranno alcune delle esposizioni principali di BOOM!: Niente è impossibile per noi! di Eva Lindström a Palazzo Paltroni &#8211; Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna; Abrabolex di Blexbolex presso la sede di Hamelin; Forest encounters da ZOO, una mostra a otto mani di Akvilė Magicdusté, Giulia Tudori, Rebecca Valente e Kornelija Žalpytė, un viaggio tra Italia e Lituania, tra foreste e spiriti magici.</p>
<p>I percorsi comprendono le visite guidate a due mostre e sono dedicati alle famiglie, gratuiti su prenotazione.</p>
<p><strong>Segui le frecce è realizzato con il contributo di Fondazione Carisbo.</strong><br />
<strong>Per info e iscrizioni scrivere a: segreteria@hamelin.net</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Sabato 9 maggio ore 10.30</strong><br />
Niente è impossibile per noi! di Eva Lindström<br />
Abrabolex di Blexbolex</p>
<p><em>L’appuntamento è alla Fondazione del Monte di via delle Donzelle 2 e ci si sposterà insieme nella sede di Hamelin per la seconda parte della visita.</em></p>
<p>***</p>
<p><strong>Sabato 16 maggio ore 16</strong><br />
Abrabolex di Blexbolex<br />
Forest encounters di Akvilė Magicdusté, Giulia Tudori, Rebecca Valente e Kornelija Žalpytė</p>
<p><em>L’appuntamento è nella sede di Hamelin di via Zamboni 15 e ci si sposterà insieme da ZOO per la seconda parte della visita.</em></p>
<p>***</p>
<p><strong>Sabato 23 maggio ore 10.30</strong><br />
Niente è impossibile per noi! di Eva Lindström<br />
Abrabolex di Blexbolex</p>
<p><em>L’appuntamento è alla Fondazione del Monte di via delle Donzelle 2 e ci si sposterà insieme nella sede di Hamelin per la seconda parte della visita.</em></p>
<p>***</p>
<p><strong>Evento speciale per la notte dei musei</strong><br />
<strong>Sabato 23 maggio ore 19</strong><br />
Visita guidata per adulti alla mostra<br />
Niente è impossibile per noi! di Eva Lindström<br />
Palazzo Paltroni &#8211; Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna</p>
<p><em>gratuito senza prenotazione, fino a esaurimento posti</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le nostre mostre per BOOM26: info e orari</title>
		<link>https://hamelin.net/torna-boom-crescere-nei-libri-dall8-aprile-al-31-maggio-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mara Carotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 16:03:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[blog home]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Torna BOOM! Crescere nei libri, il più importante festival nazionale dedicato ai libri, all’illustrazione e al fumetto per l’infanzia in occasione di Bologna Children’s Book Fair. Dall'8 aprile al 31 maggio la città si riempie di mostre, laboratori e incontri, ospiti, performance, proiezioni, spettacoli, presentazioni di libri, attività per le scuole e visite guidate.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-17740 size-full" src="https://hamelin.net/wp-content/uploads/2026/03/Banner_BOOM26_x_sito_Hamelin-1.png" alt="" width="3543" height="1181" srcset="https://hamelin.net/wp-content/uploads/2026/03/Banner_BOOM26_x_sito_Hamelin-1.png 3543w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2026/03/Banner_BOOM26_x_sito_Hamelin-1-300x100.png 300w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2026/03/Banner_BOOM26_x_sito_Hamelin-1-1024x341.png 1024w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2026/03/Banner_BOOM26_x_sito_Hamelin-1-768x256.png 768w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2026/03/Banner_BOOM26_x_sito_Hamelin-1-1536x512.png 1536w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2026/03/Banner_BOOM26_x_sito_Hamelin-1-2048x683.png 2048w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2026/03/Banner_BOOM26_x_sito_Hamelin-1-500x167.png 500w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2026/03/Banner_BOOM26_x_sito_Hamelin-1-250x83.png 250w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2026/03/Banner_BOOM26_x_sito_Hamelin-1-603x201.png 603w" sizes="(max-width: 3543px) 100vw, 3543px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Dall’8 aprile al 31 maggio 2026</strong> torna a Bologna e nella città metropolitana <strong>BOOM! Crescere nei libri</strong>, il più importante <strong>festival nazionale dedicato ai libri, all’illustrazione e al fumetto per l’infanzia</strong> in occasione di Bologna Children’s Book Fair (13 &#8211; 16 aprile 2026). Per quasi due mesi la città sarà riempita da 50 mostre, più di 150 appuntamenti tra laboratori e incontri, ospiti, performance, proiezioni, spettacoli, presentazioni di libri, attività per le scuole e visite guidate.</p>
<p>Scopri tutte le mostre e gli eventi su <strong>boomcrescereneilibri.it</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Le mostre di Hamelin da non perdere</strong></h3>
<p><strong>Niente è impossibile per noi </strong><br />
<strong>di Eva Lindström</strong><br />
Palazzo Paltroni | Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna<br />
15 aprile &#8211; 29 maggio<br />
inaugurazione: 14 aprile h 18.30</p>
<p>martedì &#8211; domenica: h 10 &#8211; 18<br />
25 aprile e 1 maggio chiuso</p>
<p>aperture straordinarie per la settimana dei musei:<br />
lunedì 18 maggio h 10 &#8211; 18<br />
sabato 23 maggio h 10 &#8211; 24</p>
<p>&gt; <a href="https://www.boomcrescereneilibri.it/home-boom/mostre-boom-2026/niente-e-impossibile-per-noi">tutte le info</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Abrabolex</strong><br />
<strong>di Blexbolex</strong><br />
sede di Hamelin<br />
15 aprile &#8211; 29 maggio<br />
inaugurazione: 14 aprile h 19.30</p>
<p>lunedì &#8211; venerdì: 11 &#8211; 14 / 15 &#8211; 17<br />
chiusa sabato, domenica e festivi</p>
<p>&gt; <a href="https://www.boomcrescereneilibri.it/home-boom/mostre-boom-2026/abrabolex-nell-immaginario-di-blexbolex-mostra">tutte le info</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Raccontare le vite. Memoria e biografia nell&#8217;opera di Barbara Yelin</strong><br />
<strong>di Barbara Yelin</strong><br />
Istituto storico Parri<br />
16 aprile &#8211; 8 maggio<br />
inaugurazione: 15 aprile h 18.30</p>
<p>lunedì &#8211; venerdì: h 10- 18.30<br />
sabato: h 10 &#8211; 13.30<br />
apertura straordinaria: sabato 25 aprile h 10 &#8211; 18.30</p>
<p>&gt; <a href="https://www.boomcrescereneilibri.it/mostre-boom-2026-menu/raccontare-le-vite-memoria-e-biografia-nell-opera-di-barbara-yelin-mostra">tutte le info</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Forest encounters</strong><br />
<strong>di Akvilė Magicdusté, Giulia Tudori, Rebecca Valente, Kornelija Žalpytė</strong><br />
ZOO<br />
16 aprile &#8211; 24 maggio<br />
inaugurazione: 15 aprile h 20</p>
<p>lunedì e da mercoledì a domenica: h 10 &#8211; 19<br />
martedì chiuso</p>
<p>&gt; <a href="https://www.boomcrescereneilibri.it/home-boom/mostre-boom-2026/forest-encounters-mostra">tutte le info</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>BOOM! Crescere nei libri è promosso da Comune di Bologna e BolognaFiere, curato dal Settore Biblioteche e Welfare culturale del Comune di Bologna insieme ad Hamelin nell’ambito del Patto per la lettura di Bologna e gode del patrocinio di IBBY (International Board on Book for Young people) Italia, organizzazione internazionale che sostiene il diritto ai libri e alla lettura per bambine e bambini, ragazze e ragazzi di tutto il mondo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://hamelin.net/torna-boom-crescere-nei-libri-dall8-aprile-al-31-maggio-2026/">Le nostre mostre per BOOM26: info e orari</a> proviene da <a href="https://hamelin.net">Hamelin</a>.</p>
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		<title>Bonus Carta del docente: come acquistare nel nostro bookshop online</title>
		<link>https://hamelin.net/bonus-carta-del-docente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mara Carotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 15:47:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[blog home]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scopri come acquistare su Hamelin con Carta del docente, che permette di usare un bonus per l’aggiornamento professionale. Il buono si può spendere per abbonarsi alla rivista Hamelin o per acquistare una delle nostre pubblicazioni, ed è valido anche per i pacchetti scontati.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-8832 aligncenter" src="https://www.hamelin.net/wp-content/uploads/2020/06/testata-carta-docente-600x175.png" alt="" width="600" height="175" srcset="https://hamelin.net/wp-content/uploads/2020/06/testata-carta-docente-600x175.png 600w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2020/06/testata-carta-docente-600x175-300x88.png 300w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2020/06/testata-carta-docente-600x175-500x146.png 500w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2020/06/testata-carta-docente-600x175-250x73.png 250w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sei una docente di ruolo?</p>
<p>Allora puoi usare su Hamelin la <strong>Carta del docente</strong>, che permette di usare un bonus per l’aggiornamento professionale.</p>
<p>Il buono si può spendere per abbonarsi alla rivista <em>Hamelin </em>o per acquistare una delle nostre pubblicazioni, ed è valido anche per i pacchetti scontati.</p>
<h2>Come si usa</h2>
<p>1. Scegli dal nostro catalogo la pubblicazione che vuoi acquistare</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>2. Vai su <a href="https://cartadeldocente.istruzione.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">cartadeldocente.istruzione.it</a> ed entra con le tue credenziali SPID</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>3. Clicca su “crea buono” e seleziona queste opzioni:</p>
<p>Tipologia di esercente: FISICO<br />
Ambito: LIBRI E TESTI<br />
Bene/servizio: RIVISTE E PUBBLICAZIONI<br />
Nome: HAMELIN<br />
Comune: BOLOGNA</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>4. Inserisci l’importo e crea il buono</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>5. Manda una mail a <strong><a href="mailto:info@hamelin.net" target="_blank" rel="noopener noreferrer">info@hamelin.net </a></strong>con</p>
<ul>
<li>il buono in formato pdf</li>
<li>il codice del voucher</li>
<li>l&#8217;indirizzo a cui dobbiamo spedire la pubblicazione</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Hai bisogno d&#8217;aiuto?</strong></p>
<p>Scrivi a <a href="mailto:info@hamelin.net"><strong>info@hamelin.net</strong></a></p>
<p>Per saperne di più, vai su <a href="https://hamelin.net/blog/bonus-carta-del-docente/Si ricorda che il bonus docenti deve essere validato entro il 31 agosto 2019. Ciascun insegnante in possesso di una utenza SPID (chi ne è a tutt&#039;oggi ancora sprovvisto può richiederla qui: Come richiedere SPID) può accedere al bonus previsto per gli anni scolastici 2017/2018 e 2018/2019. Ciascun insegnante può consultare la composizione del proprio borsellino elettronico attraverso la specifica funzione di “storico portafoglio”. Si sottolinea l&#039;importanza di utilizzare i numeri del contact center solo dopo aver consultato le domande frequenti e le istruzioni." class="broken_link">cartadeldocente.istruzione.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://hamelin.net/bonus-carta-del-docente/">Bonus Carta del docente: come acquistare nel nostro bookshop online</a> proviene da <a href="https://hamelin.net">Hamelin</a>.</p>
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		<title>L&#8217;occhio del mondo</title>
		<link>https://hamelin.net/locchio-del-mondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Hamelin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Mar 2024 12:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La tappa italiana del progetto L’œil du monde porta a Bologna 12 editori di albo illustrato dal mondo</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="w-full column">
<div class="body" data-property="description">
<p><a href="https://hamelin.net/occhiodelmondo/"><strong><em>L&#8217;occhio del mondo</em></strong></a>, tappa italiana del progetto <a href="https://loeildumonde.fr/"><em>L&#8217;oeil du monde</em></a>, coinvolge dodici case editrici indipendenti specializzate in albi illustrati da tutto il mondo. Il progetto arriva a Bologna in occasione di <a href="http://www.boomcrescereneilibri.it">BOOM! Crescere nei libri</a> e Bologna Children&#8217;s Book Fair, con <strong>una giornata di studi</strong>, una <strong>mostra</strong> e un <strong>incontro</strong> per raccontare le attività di educazione alla lettura svolte finora, e mettere in valore la produzione dei dodici editori coinvolti.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-15712 size-large" src="https://hamelin.net/wp-content/uploads/2023/11/immagine-ODM-sito-hamelin-1-1024x519.jpg" alt="" width="1024" height="519" srcset="https://hamelin.net/wp-content/uploads/2023/11/immagine-ODM-sito-hamelin-1-1024x519.jpg 1024w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2023/11/immagine-ODM-sito-hamelin-1-300x152.jpg 300w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2023/11/immagine-ODM-sito-hamelin-1-768x389.jpg 768w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2023/11/immagine-ODM-sito-hamelin-1-1536x778.jpg 1536w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2023/11/immagine-ODM-sito-hamelin-1-2048x1037.jpg 2048w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2023/11/immagine-ODM-sito-hamelin-1-500x253.jpg 500w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2023/11/immagine-ODM-sito-hamelin-1-250x127.jpg 250w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2023/11/immagine-ODM-sito-hamelin-1-488x248.jpg 488w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2023/11/immagine-ODM-sito-hamelin-1-603x305.jpg 603w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<div class="body" data-property="description">
<p>&nbsp;</p>
<p>Il senso del progetto è racchiuso nel suo nome, ispirato a una iridescente pietra preziosa: c’è lo sguardo come scoperta e c’è il mondo come immersione di molteplici lingue, culture e identità.</p>
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<div class="w-full column">
<div class="body" data-property="body">
<p>Nato nel 2023 da un’idea dell’editore francese <strong>MeMo</strong>, <em>L’occhio del mondo</em> arriva in Italia prima di spostarsi in Polonia e Repubblica Ceca grazie al programma Creative Europe della Commissione Europea.</p>
<p>Il suo obiettivo è portare in città una ricca selezione di albi illustrati nelle mani di piccoli lettori e piccole lettrici. Per questo al centro c’è la relazione tra gli editori e le biblioteche pubbliche, che hanno un ruolo essenziale nel valorizzare la produzione indipendente di qualità.</p>
<p>Gli editori coinvolti sono diversi come i paesi da cui provengono, ma uniti da una comune visione d’infanzia e da un senso di responsabilità verso bambine e bambini: <strong>A Buen Paso</strong> (Spagna), <strong>Bakame</strong> (Rwanda), <strong>Baobab</strong> (Repubblica Ceca), <strong>Jaimimage</strong> (Corea del Sud), <strong>Magikon</strong> (Norvegia), <strong>MeMo</strong> (Francia), <strong>One Stroke</strong> (Giappone), <strong>Petra Ediciones</strong> (Messico), <strong>Planeta Tangerina</strong> (Portogallo), <strong>Tara Books</strong> (India), <strong>Topipittori</strong> (Italia), <strong>Wytwórnia</strong> (Polonia).</p>
<p>La tappa italiana del progetto &#8211; curata da Topipittori e Hamelin, e supportata dal Settore Biblioteche e Welfare culturale del Comune di Bologna in collaborazione con Bologna Children’s Book Fair &#8211; prevede due appuntamenti in <strong>Biblioteca Salaborsa</strong>: <a href="https://www.bibliotechebologna.it/events/l-occhio-del-mondo-albi-illustrati-lettura-scuola-ed-editoria">una giornata di studi</a> dedicata al rapporto tra scuola, editoria e albo illustrato e una mostra che ripercorre la storia e la visione degli editori coinvolti.</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<div class="body" data-property="body">
<h3>11 BIBLIOTECHE PER 12 EDITORI</h3>
<p>Come per l’edizione francese del progetto, le biblioteche del sistema bolognese hanno “adottato” ciascuna un editore internazionale, ne hanno acquistato i libri e hanno progettato attività e percorsi di lettura che approfondiscono lingue, culture e immaginari visivi dei paesi di riferimento. Gli scaffali delle biblioteche si arricchiscono così di nuovi libri, lingue e proposte adatte a un pubblico di bambine e bambini sempre più internazionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-15911 size-large" src="https://hamelin.net/wp-content/uploads/2024/02/Banner_social-1024x284.jpg" alt="" width="1024" height="284" srcset="https://hamelin.net/wp-content/uploads/2024/02/Banner_social-1024x284.jpg 1024w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2024/02/Banner_social-300x83.jpg 300w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2024/02/Banner_social-768x213.jpg 768w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2024/02/Banner_social-1536x427.jpg 1536w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2024/02/Banner_social-2048x569.jpg 2048w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2024/02/Banner_social-500x139.jpg 500w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2024/02/Banner_social-250x69.jpg 250w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2024/02/Banner_social-603x167.jpg 603w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<h3></h3>
<h3>GIORNATA DI STUDI</h3>
<p>Domenica 7 aprile Biblioteca Salaborsa ospita una giornata di studi a ingresso libero dedicata al rapporto fra albo illustrato, scuola ed editoria. Il programma prevede gli interventi delle case editrici coinvolte, accompagnate da esperte, esperti e insegnanti. La giornata è pensata per chi lavora a scuola, in biblioteca o nel mondo dell’editoria, e a chiunque si interessi all’illustrazione contemporanea. Il programma si può consultare <a href="https://www.bibliotechebologna.it/events/l-occhio-del-mondo-albi-illustrati-lettura-scuola-ed-editoria">qui.</a></p>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-15719 aligncenter" src="https://hamelin.net/wp-content/uploads/2023/11/Kitty-Crowther-2022-212x300.png" alt="" width="212" height="300" srcset="https://hamelin.net/wp-content/uploads/2023/11/Kitty-Crowther-2022-212x300.png 212w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2023/11/Kitty-Crowther-2022-724x1024.png 724w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2023/11/Kitty-Crowther-2022-768x1086.png 768w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2023/11/Kitty-Crowther-2022-1086x1536.png 1086w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2023/11/Kitty-Crowther-2022-500x707.png 500w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2023/11/Kitty-Crowther-2022-250x354.png 250w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2023/11/Kitty-Crowther-2022-603x853.png 603w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2023/11/Kitty-Crowther-2022.png 1414w" sizes="(max-width: 212px) 100vw, 212px" /></p>
<h3></h3>
<h3>MOSTRA</h3>
<p>La giornata di studi si chiude con l&#8217;inaugurazione della mostra <em>L’occhio del mondo</em>, nella Piazza coperta di Salaborsa: un viaggio per scoprire, attraverso la voce dei dodici editori coinvolti, cosa significa fare albi illustrati indipendenti e di ricerca. La mostra è anche un luogo accessibile per bambine, bambini e famiglie grazie a un programma di laboratori e visite guidate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per saperne di più su <em>L’occhio de mondo</em>:</p>
<ul>
<li><a href="https://www.instagram.com/locchiodelmondo.it" target="_blank" rel="noopener">L’occhio del mondo | Profilo Instagram</a></li>
<li><a href="https://hamelin.net/occhiodelmondo/">hamelin.net/occhiodelmondo</a></li>
</ul>
</div>
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		<title>I saggi dì</title>
		<link>https://hamelin.net/i-saggi-di/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Hamelin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Mar 2024 11:50:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://hamelin.net/?p=16218</guid>

					<description><![CDATA[<p>Incontri per adulti su pedagogia ed educazione alla lettura a cura di Hamelin e Attraverso Libreria</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<article class="w-7 grid main-content">
<div class="w-full column">
<div class="body" data-property="description">
<div class="w-full column">
<div class="body" data-property="description">
<p>A lungo la letteratura per l&#8217;infanzia è stata considerata una letteratura di serie B.</p>
<p><strong>I saggi dì</strong> vogliono dimostrare che questo stereotipo è falso e superato: sempre di più, infatti, editori grandi e piccoli dedicano spazio alla critica della letteratura per l’infanzia, alla pedagogia e all’educazione alla lettura.</p>
<p><strong>I saggi dì</strong> è una rassegna di incontri che porta alla <strong>Libreria Attraverso</strong> di Bologna il meglio di questa produzione, insieme a studiose, studiosi e case editrici che indagano il valore letterario e pedagogico dei libri per l’infanzia, e che si interrogano sui modi per farli arrivare a nuove lettrici e nuovi lettori.</p>
</div>
<div class="body" data-property="body">
<p><strong>I saggi dì</strong> inaugurano i in occasione di <a href="http://www.boomcrescereneilibri.it"><strong>BOOM! Crescere nei libri</strong></a> e proseguono fino a maggio.</p>
<p>Tutti gli incontri sono ad accesso libero e si tengono da Attraverso Libreria (via Santo Stefano, 80/D).</p>
</div>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-16219 size-full" src="https://hamelin.net/wp-content/uploads/2024/03/Schermata-2024-03-18-alle-12.50.02.png" alt="" width="572" height="340" srcset="https://hamelin.net/wp-content/uploads/2024/03/Schermata-2024-03-18-alle-12.50.02.png 572w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2024/03/Schermata-2024-03-18-alle-12.50.02-300x178.png 300w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2024/03/Schermata-2024-03-18-alle-12.50.02-500x297.png 500w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2024/03/Schermata-2024-03-18-alle-12.50.02-250x149.png 250w" sizes="(max-width: 572px) 100vw, 572px" /></p>
<div class="body" data-property="body">
<p>&nbsp;</p>
<h2>Gli incontri</h2>
<h3>8 aprile ore 17.30</h3>
<p><strong>Bentornato Orzowei!</strong><br />
Con <strong>Alessandra Falconi</strong> (Centro Alberto Manzi)<br />
In collaborazione con <strong>Centro Alberto Manzi</strong>, Rizzoli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>23 aprile ore 17.30</h3>
<p><strong>Dialoghi dell’infanzia </strong><br />
Con <strong>Beatrice Baruffini</strong> e <strong>Massimiliano Tappari</strong><br />
In collaborazione con Nuova Editrice Berti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>9 maggio ore 18</h3>
<p><strong>Iela Mari</strong><br />
Con <strong>Francesca Archinto</strong> (Babalibri), <strong>Martino Negri</strong> (Università Milano-Bicocca) e <strong>Ilaria Tontardini</strong> (Hamelin)<br />
In collaborazione con <strong>Babalibri</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>23  maggio ore 17.30</h3>
<p><strong>Guida tascabile per maniaci dei libri per ragazzi</strong><br />
Con <strong>Carla Ghisalberti</strong> e <strong>Nicoletta Gramantieri</strong> (Salaborsa Ragazzi)<br />
In collaborazione con <strong>Edizioni Clichy</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>29 maggio ore 17.30</h3>
<p><strong>Il grande Ulf</strong><br />
Con <strong>Giordana Piccinini</strong> (Hamelin), <strong>Nicola Galli Laforest</strong> (Hamelin) e <strong>Cristina Gerosa</strong> (Iperborea)<br />
In collaborazione con <strong>Iperborea</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<div class="body" data-property="body"></div>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<div class="w-full mt-2"></div>
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</article>
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		<title>Libro-gioco: lettura sorpresa e gioco</title>
		<link>https://hamelin.net/libro-gioco-lettura-sorpresa-e-gioco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Hamelin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jun 2022 12:53:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://hamelin.net/?p=13587</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una conversazione tra Hervé Tullet, Lucie Félix e Sophie Van Der Linden su libro-gioco, infanzia e lettura </p>
<p>L'articolo <a href="https://hamelin.net/libro-gioco-lettura-sorpresa-e-gioco/">Libro-gioco: lettura sorpresa e gioco</a> proviene da <a href="https://hamelin.net">Hamelin</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>Masterclass di Hervé Tullet, Lucie Félix e Sophie Van Der Linden</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Questa è la trascrizione delle <strong>masterclass</strong> che si sono tenute il 20 marzo 2022 in occasione dell&#8217;evento &#8220;Il libro-gioco. Lettura, sorpresa e gioco&#8221;, svoltosi in Biblioteca Salaborsa nell&#8217;ambito di BOOM! Crescere nei libri 2022 e del progetto &#8220;Aspettando Three Dots&#8221; a cura di Bologna Biblioteche, in collaborazione con LXL &#8211; Leggere per leggere Bologna, Hamelin, Institut Français Italia, Centro Zaffiria, Bayard, Franco Cosimo Panini, L&#8217;Ippocampo e Bologna Children&#8217;s Book Fair.</em></p>
<p><em>Le <strong>masterclass</strong> fanno parte del ciclo di lezioni pubbliche di <strong>LXL &#8211; Leggere per leggere Bologna</strong>, un progetto di Hamelin Associazione Culturale, presentato nell’ambito di <a href="https://scuolediquartiere.bo.it/">Scuole di Quartiere</a>, sostenuto dal P<a href="http://www.ponmetro.it/">ON Città Metropolitane 2014-2020</a> e coordinato dal <a href="http://www.pattoletturabo.it/">Patto per la lettura Bologna</a>. Il progetto è cofinanziato dall’<a href="https://ec.europa.eu/esf/home.jsp?langId=it">Unione europea | Fondo Sociale Europeo</a> | Programma Operativo Città Metropolitane 2014-2020<br />
</em></p>
<p><em>Si ringrazia Alessia Spera per la trascrizione. </em></p>
<div id="attachment_13590" style="width: 1034px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-13590" class="wp-image-13590 size-large" src="https://hamelin.net/wp-content/uploads/2022/06/4-e1655295573327-1024x461.png" alt="" width="1024" height="461" srcset="https://hamelin.net/wp-content/uploads/2022/06/4-e1655295573327-1024x461.png 1024w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2022/06/4-e1655295573327-300x135.png 300w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2022/06/4-e1655295573327-768x346.png 768w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2022/06/4-e1655295573327-500x225.png 500w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2022/06/4-e1655295573327-250x113.png 250w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2022/06/4-e1655295573327-600x270.png 600w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2022/06/4-e1655295573327.png 1080w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><p id="caption-attachment-13590" class="wp-caption-text">[© Hervé Tullet, Forme!, Franco Cosimo Panini, 2021]</p></div><strong>       </strong></p>
<h1>—</h1>
<p><strong>Ilaria Tontardini</strong>: Buona sera a tutte e tutti, grazie di essere tanto numerosi. È una domenica speciale perché finalmente, dopo tanta attesa, da domani si terrà in presenza Bologna Children&#8217;s Book Fair, che è la scusa che ci consente di essere qui insieme. In realtà le scuse ufficiali sono due: oltre alla Fiera che riprende, c’è un progetto che coinvolge il Comune di Bologna, Bologna Biblioteche e Salaborsa grazie a una donazione fatta attraverso la mediazione del Centro Zaffiria da Hervé Tullet. Questa donazione porterà in Salaborsa <strong><em>Three dots</em></strong>, tre sculture percorribili, esperibili e fruibili dai bambini e dalle bambine che frequentano la biblioteca. Ne abbiamo approfittato per aspettarle con voi e concentrarci su una delle specificità del lavoro di  Tullet che ci permette di aprire il discorso a un tipo di libro a cui la giornata di oggi è dedicata. <em>Il libro-gioco, lettura sorpresa e gioco</em> è il titolo di questo convegno, che esplora il trattino che sta tra la parola “libro” e la parola “gioco”.</p>
<p>Il libro-gioco genera un’esperienza di lettura, un <strong>coinvolgimento dei corpi</strong> che permette di ragionare su cosa vuol dire stare nel libro e uscire dal libro. Una delle cose che interessa di più chi lavora con il visivo e con la lettura è il <strong>gioco del confine</strong>: che cos’è un oggetto? Quanto gli artisti e le artiste, ma anche i lettori e le lettrici, forzano continuamente i limiti di questo oggetto?</p>
<p>Il libro-gioco è un esempio folgorante di questo passaggio. Lo è fin dalle origini, e per questo avremmo voluto avere con noi la persona che in Italia ha fatto il più grande lavoro su questo tipo di libri: <strong>Loredana Farina</strong>, la fondatrice nel 1977 della casa editrice <strong>La Coccinella</strong>, che ha inventato i famosi libri con i buchi. I libri con i buchi sono il prototipo del libro-gioco per eccellenza perché il buco è un elemento che si ritrova sempre nella lettura. Leggere vuol dire anche riempire buchi: riempirli di senso, con le mani, con i pensieri. Ma i buchi sono anche pause, vuoti, silenzi. E intorno a questo vuoto, che quel trattino non colma ma perimetra, ci sembra importante discutere oggi. Per farlo, abbiamo qui due grandissimi artisti: <strong>Hervé Tullet</strong> e <strong>Lucie Felix</strong>, che hanno esplorato tante delle potenzialità di questo tipo di libri.</p>
<p>Abbiamo con noi anche <strong>Sophie Van der Linden</strong>, una critica che si occupa da tempo di letteratura per l’infanzia e albi illustrati, ma che è anche scrittrice: a lei abbiamo chiesto di cucire i fili fra i lavori di Tullet e Félix.</p>
<h1>—</h1>
<p><strong>Sophie Van der Linde</strong><strong>n</strong>: Lucie, Hervé, siete tra gli artisti che resistono alle etichette. Siete autori, illustratori, creatori di libri e siete dei maghi. Come definire le vostre creazioni? Libro-oggetto, libro-gioco, libro d’artista, oppure supporti di lettura? Anche i vostri laboratori sono tutto meno che una semplice animazione alla lettura; si basano sul movimento, sulle tele, su un percorso strutturato. Vorrei quindi iniziare mettendo in luce i vostri punti in comune a partire dalle vostre produzioni.</p>
<p>Lucie, tu hai fatto studi scientifici per poi trovare il gusto per tutto ciò che è artistico, e hai frequentato la Scuola Nazionale Superiore delle arti di Lorraine dove ti sei concentrata sulla grafica e sulla tipografia. I tuoi libri sono usciti per l’editore francese Les Grand Personnes, con l’editrice Brigitte Morel che è un personaggio importante anche per l’opera di Hervé. Il tuo primo albo illustrato, uscito nel 2012, si chiama <strong><em>Deux Yeux</em></strong>, “due occhi” e ha attirato l’attenzione per il lavoro sulla doppia pagina e lo stile molto curato, sintetico ma anche poetico e quasi magico perché ogni giro pagina è una rivelazione. Tra gli altri tuoi albi ci sono <strong><em>Hariki</em></strong>, un richiamo al tuo interesse per la scienza, e <strong><em>Coucou</em></strong>, senza testo e senza immagini, composto da schermi in plastica colorata.</p>
<p>Passo ora a Hervé: la tua carriera è iniziata nel 1994 con <strong><em>Come papà ha incontrato la mamma</em> </strong>edito da Hachette Livre. Nel 1998 hai ricevuto il primo premio proprio alla Bologna Children’s Book Fair per <strong><em>Notte e giorno</em></strong>, un altro albo che gioca sui confronti a doppia pagina. Dopo è arrivato <strong><em>Cinque sensi</em></strong>, dove la tua opera ha raggiunto la sua pienezza e hai iniziato a creare serie di libri-gioco, che forse dovremmo chiamare semplicemente giochi. Nel 2010 è arrivato il successo planetario con un libro che ha cambiato il modo di vedere i libri-gioco, e da lì è iniziata una nuova fase, che va da <strong><em>Colori</em></strong> fino all’ultimo <em><strong>La danza delle mani</strong>. </em></p>
<p>Dopo questo excursus, vorrei parlare di ciò che vi differenzia. Parto da Matisse, soprattutto il Matisse dell’ultimo periodo, quello dei ritagli di carta. È una vostra referenza?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Lucie Félix</strong>: Per me Matisse è stato sempre la calma, la tranquillità, perché ho avuto una maestra tra i cinque e i dieci anni che era davvero una torturatrice. Forse esagero, ma mi faceva sinceramente paura. Però amava l’arte e ci faceva studiare la poesia, la pittura, e per noi erano i momenti in cui potevamo stare tranquilli con lei. Il Matisse dell’ultimo periodo è molto facile da riprodurre, perciò ci piaceva copiare le sue opere. Dopo ho scoperto anche il resto del suo lavoro, le sue vetrate e la casa a Villa des Arènes,  le sue ceramiche… In un certo senso ho un legame con lui. E saluto la mia maestra, perché comunque ha fatto un gran lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Sophie Van der Linde</strong><strong>n:</strong> Un’altra cosa che avete in comune è il percorso scolastico un po’ difficile. Hervé, immagino non sia stato a scuola che hai scoperto il tuo amore per l’arte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Hervé Tullet</strong>: A scuola ho scoperto Picasso, perché dicevano sempre: “Stai facendo il tuo Picasso”. Il XX secolo era dominato in Francia da Matisse e Picasso. Matisse invece è per me l&#8217;emblema del percorso, un’evoluzione permanente e anche una rivoluzione permanente. Una rivoluzione tranquilla che allo stesso tempo ha una tensione fortissima. Soprattutto nell’ultimo periodo, quando lavorava con la carta ritagliata: è impressionante pensare che lavorava dal letto, aiutato da un assistente e usando un bastone. Il ritaglio del colore per arrivare alla luce, la sua riflessione concettuale e le esperienze come quella dell’atelier Rouge sono molto forti. La sua arte si può descrivere con una parola: jazz.</p>
<h1>—</h1>
<p><strong>Sophie Van der Linde</strong><strong>n</strong>: Quali sono altri autori e autrici che considerate un riferimento per il vostro lavoro?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Hervé Tullet:</strong> Penso a <strong>Katsumi Komagata</strong>. La prima volta che ho visto la sua opera non avevo ancora fatto il mio primo libro. In quel periodo avevo un bambino piccolo e stavo scoprendo, grazie al mio lavoro di padre, la letteratura per l’infanzia. Komagata mi ha fatto scoprire che si possono esprimere le cose in modo diverso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Sophie Van der Linde</strong><strong>n</strong>: La generazione che passa da Munari per arrivare a Komagata, questo insieme di artisti pubblicati  da Corraini in Italia, ha aperto a possibilità diverse: improvvisamente il disegno non c’era più ma c&#8217;erano nuove strade. È una cosa che hai notato anche tu, Lucie?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Lucie Félix</strong>: Io questi autori li ho scoperti da studentessa, mi interessavo soprattutto alla grafica, non avevo figli&#8230; Però mi sono resa conto da subito che i loro lavori si rivolgevano davvero a bambine e bambini, in modo molto preciso e con un certo rispetto. Se penso alle foto di Munari in doppiopetto chinato a quattro zampe a lavorare con bambine e bambini, vedo il rispetto. Io ero partita dalla scienza ma mi sembrava che questa disciplina non parlasse abbastanza di me, avevo bisogno di esprimermi. Quindi, arrivata alla scuola d’arte, mi sono chiesta: ha senso tutto questo? Osservando tutti questi artisti, invece, ho capito che mi hanno toccato proprio perchè si rivolgevano a qualcuno, il loro era un linguaggio che capivo e pensavo che avrei potuto farci qualcosa anche io.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_13591" style="width: 1034px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-13591" class="wp-image-13591 size-large" src="https://hamelin.net/wp-content/uploads/2022/06/5-e1655296908853-1024x568.png" alt="" width="1024" height="568" srcset="https://hamelin.net/wp-content/uploads/2022/06/5-e1655296908853-1024x568.png 1024w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2022/06/5-e1655296908853-300x166.png 300w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2022/06/5-e1655296908853-768x426.png 768w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2022/06/5-e1655296908853-500x277.png 500w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2022/06/5-e1655296908853-250x139.png 250w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2022/06/5-e1655296908853-200x110.png 200w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2022/06/5-e1655296908853-600x333.png 600w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2022/06/5-e1655296908853.png 1080w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><p id="caption-attachment-13591" class="wp-caption-text">[© Lucie Félix, HARIKI, Les grandes personnes, 2019]</p></div><em> </em></p>
<p><strong>Hervé Tullet</strong>: Non vorrei limitarmi al libro perché per me è ciò che è importante è <strong>lo sguardo dell’infanzia</strong>, non solo sul libro ma sul mondo tutto. Quando ho iniziato a vedere il mondo con gli occhi dell’infanzia, attraverso gli occhi di un bambino che era mio figlio, è stato molto potente. Lo avevo in braccio e lo portavo alla mostra di Calder a Parigi a vedere i <em>mobiles</em> appesi che si muovevano e questo ha rivelato il suo sguardo potente, lo stesso che metteva nei cartelli che vedeva per strada, nei segnali stradali luminosi, eccetera. Si tratta di una non-conoscenza che però è molto potente.</p>
<h1>—</h1>
<p><strong>Sophie Van der Linde</strong><strong>n</strong>: Tornando allo sguardo e allo spazio che l’arte ha nel mondo, come hai riflettuto? Come hai pensato a questo sguardo, al modo per fare entrare un bambino o una bambina direttamente nella lettura di un libro?</p>
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<p><strong>Lucie Félix:</strong> Anch&#8217;io poi ho avuto un figlio e nello stesso periodo ho cominciato a tenere laboratori nelle scuole e a chiedermi che cosa succede nella testa di un bambino o di una bambina. Concordo con Hervé quando dice che <strong>per loro un libro e un sasso sono più o meno la stessa cosa</strong>, basta che il loro sguardo si posi sopra questi oggetti per trasformarli in esperienza. Tutto è aperto all’immaginazione nell’infanzia. Così mi sono interessata a chi studiava queste cose, alla pedagogia montessoriana e ad alcuni pedagogisti come Freinet. Tutte queste influenze diverse, unite al fatto che avevo fatto cinque anni di biologia e che leggevo spesso libri di scienze, neuroscienze e psicologia, e che mi fossi interessata alla scuola sperimentale di uno scienziato statunitense che si chiama Tomasello, sono state fondamentali per il mio lavoro. Sono partita anche dai ricordi della mia infanzia, perché giocavo molto con i miei amici e i miei fratelli. Per me era importante scoprire come attivare la curiosità di bambini e bambini, fare in modo che ascoltassero. E farlo attraverso l’interazione con gli oggetti.</p>
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<p><strong>Sophie Van der Linde</strong><strong>n:</strong> Siamo qui nella patria dei libri illeggibili, quindi non credo che nessuno si scandalizzerà per il tuo libro <em>Coucou</em>, un libro senza testo, senza fronte né retro, composto solo di molti colori e plastiche trasparenti. Com’è nata quest’opera?</p>
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<p><strong>Lucie Félix:</strong> È nata da una residenza che ho fatto in un asilo nido. Sono tornata al libro illeggibile perché per me è importante l’interazione, la sperimentazione, soprattutto con bambini e bambine di tre anni che, quando una cosa non interessa più, se ne vanno. Il libro è entrato nel contesto del gioco, volevo favorire un legame tra lettura e oggetto che diventasse un pretesto per giocare, come succede con i libri di Komagata di cui parlavamo poco fa. Se diamo un oggetto del genere a un bambino o una bambina molto piccoli si attiva un gioco di sguardi con l’adulto che glielo offre, che lo sta leggendo insieme a lui o lei: questo è il punto di partenza poi per costruire un amore per la lettura. Anche se non è questo il motivo principale per cui l’ho fatto, mi interessa il concetto di scambio tra adulto e infanzia.</p>
<p>Un’altra cosa a a cui tengo molto è il fatto che non vedo il libro come un oggetto sacro, e anche nel mio ruolo di artista non voglio che questo emerga. Spesso si dà al testo un’autorità, come se fosse l’elemento più importante; per esempio, i guru della scrittura arrivano sempre, a un certo punto, a scrivere un libro per l’infanzia che non è per forza bello. Per me invece bambini e bambine devono poter dire la loro, criticare un libro, criticarlo, pestarlo, leccarlo, triturarlo.</p>
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<div id="attachment_13596" style="width: 1034px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-13596" class="wp-image-13596 size-full" src="https://hamelin.net/wp-content/uploads/2022/06/coucou.png" alt="" width="1024" height="777" srcset="https://hamelin.net/wp-content/uploads/2022/06/coucou.png 1024w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2022/06/coucou-300x228.png 300w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2022/06/coucou-768x583.png 768w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2022/06/coucou-500x379.png 500w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2022/06/coucou-250x190.png 250w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2022/06/coucou-600x455.png 600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><p id="caption-attachment-13596" class="wp-caption-text">[© Lucie Félix, Coucou, Les grandes personnes, 2018]</p></div>
<p><strong>Sophie Van der Linde</strong><strong>n: </strong>Torno da Hervé. Il tuo percorso di artista è forse l’eco di un’insoddisfazione verso l’oggetto libro che non ti bastava più, perché ormai lo avevi esplorato in ogni modo. Il tuo ultimo libro infatti è diventato un volume immenso. Possiamo dire che il tuo percorso non è una conquista dello spazio?</p>
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<p><strong>Hervé Tullet:</strong> In effetti mi hai dato un’idea. Ecco cosa faccio nella vita, <strong>sono un cosmonauta alla conquista dello spazio</strong>. C’è una conquista degli spazi perché non ho mai voluto fermarmi a un’immagine stampata su un libro. Ho capito che vedevo il libro come uno scultore. Per me il libro è una scultura, col suo dorso, con le pagine che si girano… Non è la fine, è l’inizio. <strong>Il libro è l’inizio.</strong> È l’inizio della conquista dello spazio, e non il mio ma lo spazio di chi prende in mano il libro. È la conquista della voce, e anche dello spazio fisico perché usciamo dal libro e lo facciamo diventare altro, ci allarghiamo e lo dimentichiamo. Il mio ultimo libro <em>La danza delle mani</em> richiama la musica, i gesti, la coreografia che spero sarà sperimentata dai lettori e lettrici. Perchè ogni libro rimane un tentativo, una scommessa, non si sa mai cosa farà succedere.</p>
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<p><strong>Sophie Van der Linde</strong><strong>n:</strong> Spieghiamo meglio come funziona <em>La danza delle mani</em>, che è già uscito in Francia ma arriverà in Italia nel 2023. Il gesto di chi legge lascia il libro e diventa spartito. Il gioco con la mano sul libro incita la mano a sollevarsi e a muoversi secondo partiture musicali basate sul colore. C’è un legame tra questo libro, questo gesto, e i tuoi laboratori?</p>
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<p><strong>Hervé Tullet:</strong> C’è un legame permanente, una coerenza estrema tra il lavoro che faccio con bambini e bambine e l’iniziazione al gesto della pittura. Sia nei laboratori sia nella mia pratica di pittura. E ciò che lega tutto forse è la musica, perché la musica è nell’istante, e quello che mi piace è proprio il momento, l’istante, il qui e ora.</p>
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<p><iframe loading="lazy" title="Hervé Tullet au Centre de Créations pour l&#039;Enfance à Tinqueux - Le Grand dessin a 400 mains.mov" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/L2bhnsZvKN4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
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<p><strong>Sophie Van der Linde</strong><strong>n:</strong> Lucie, i tuoi atelier laboratori molto diversi da quelli di Hervé, anche se ritrovo in essi l’idea del gesto, della postura, del movimento e della manipolazione.</p>
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<p><strong>Lucie Félix:</strong> Nei miei laboratori parto dagli oggetti, ad esempio uova di legno o tubi in cartone che ho preso come idea dallo psicologo Tomaselli di cui parlavo prima, e che lavora molto sul concetto di collaborazione tra bambini e bambine. Per un bambino o una bambina la lettura è un’attività tra mille, ed è necessario uscire da libro per andare alla conquista del mondo. Il libro, quindi, è un punto di inizio da cui poi bisogna costruire, sperimentare, inventare. Arrivo negli asili nido con alcuni oggetti molto semplici, poi lascio bambini e bambine liberi di giocare. Mi accorgo così che parlo sempre meno durante i laboratori, predispongo i materiali, do delle consegne implicite (anche perché hanno 18 mesi, non posso lanciarmi in lunghe spiegazioni) e lascio che giochino. A volte nascondo i libri negli angoli in modo che li trovino da soli, e questo per loro è già un gioco, una sorpresa. La prima forma di gioco è l’invenzione: cosa possiamo fare? Cosa vogliamo fare? Io porto un tubo di cartone senza dire niente, ad esempio, e il tubo ha un buco in cui si può far passare un uovo di legno, l’uovo cade dentro un altro buco che io non avevo mostrato perché volevo che lo scoprisser loro… Tutto è una scoperta sempre nuova.</p>
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<p><strong>Hervé Tullet:</strong> Io spesso ho il problema inverso: bambini e bambine sono alla conquista dello spazio, ma ho l’impressione che questo spazio si stia riducendo sempre di più. Nei miei laboratori faccio disegnare un puntino molto piccino, e invito poi ad allontanarsi. La conquista dello spazio prende tempo, bisogna staccarsi da ciò che è vicino. La conquista dello spazio è una domanda che riamane irrisolta, una domanda che pochi artisti si fanno, ma che nell’infanzia è innata. Mi interrogo su questa cosa, magari non dal punto di vista scientifico e psicologico, ma sento che c’è questa domanda.</p>
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<p><strong>Hervé Tullet:</strong> Ti è capitato di avere bambini e bambine che partecipassero a diversi dei tuoi laboratori nel tempo?</p>
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<p><strong>Lucie Félix:</strong> Sì, e mi accorgo subito che capiscono come funziona, la seconda volta riescono nella conquista dello spazio in modo più congeniale della prima. Per questo sono molto importanti le persone che lavorano con loro quotidianamente, ed è fondamentale trasmettere questi concetti, queste domande sulla conquista dello spazio anche alle e agli insegnanti.</p>
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<p><strong>Hervé Tullet:</strong> Siamo sicuri che nei programmi scolastici ci sia la parola “spazio”? Una volta abbiamo usato il libro <em>Bisogna confondersi</em> per esplorare tutta una scuola, di traverso, di sopra, di sotto; bambini e bambine sono andati in giro insieme alle insegnanti per scoprire lo spazio, non lo avevano mai fatto prima.</p>
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<p><strong>Sophie Van der Linde</strong><strong>n:</strong>  Sono molto felice che siamo partiti dal libro per arrivare alla conquista dello spazio, e che due autori che non si conoscevano siano arrivati al dialogo. Grazie a tutte e tutti.</p>
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		<title>Gary Paulsen. Sull’avventura e su altre sciocchezze</title>
		<link>https://hamelin.net/gary-paulsen-sullavventura-e-su-altre-sciocchezze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Galli Laforest]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Oct 2021 11:45:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un ritratto di Gary Paulsen</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-12584 size-full" src="https://hamelin.net/wp-content/uploads/2021/10/image.png" alt="" width="650" height="435" srcset="https://hamelin.net/wp-content/uploads/2021/10/image.png 650w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2021/10/image-300x201.png 300w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2021/10/image-500x335.png 500w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2021/10/image-250x167.png 250w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2021/10/image-600x402.png 600w" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" /><br />
</strong></h3>
<h3 style="text-align: center;"><strong>di Nicola Galli Laforest<br />
</strong></h3>
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<p>Ogni anno, in Alaska, un pugno di avventurieri partecipa alla Iditarod Trail Sled Dog Race. Si tratta di una corsa di slitte trainate da cani, lungo un percorso non tracciato di circa 1770 Km, con una temperatura media di -40°C, senza bussole né marchingegni. La durata della gara si aggira intorno alle due settimane. Non ci sono regole, se non passare per determinate tappe e viaggiare in totale solitudine; ognuno può portare con sé del cibo per sé e per i cani, e prendere la strada che vuole. Per due volte, a metà anni Ottanta, grazie a una colletta tra i compaesani e un editore (in cambio dei diritti sul prossimo libro), anche Gary Paulsen si è cimentato nell’impresa con i suoi cani.</p>
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<p>Pare abbia scritto in quelle condizioni alcuni dei suoi romanzi per ragazzi, mentre le bestie riposavano. Quanto ci sia di vero e quanto di leggenda non lo sappiamo, ma sicuramente sono di quegli anni, in cui se non era in gara si allenava, almeno tre delle sue opere migliori. Poi il cuore ha ceduto, e il suo medico lo ha obbligato a smettere il gioco. È rimasto qualche mese in panciolle con Cookie, il suo capomuta, protagonista di uno dei racconti lunghi più riusciti e commoventi tra quelli tradotti, <em>Io e Cookie</em>, per andarsene in seguito a vivere su una barca a vela sul Pacifico. Ora ha settant’anni, e nella lista degli iscritti alla Iditarod 2008 c’è il suo nome.</p>
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<p>Gary Paulsen è davvero un personaggio straordinario, ben fuori dalle righe, la cui biografia non è poi così lontana da quelle di London e Conrad. Il numero di libri che ha pubblicato in America, tra racconti, romanzi e non-fiction (manuali su storia, sport, animali, vita all’aperto, motori…), è assolutamente impressionante; in Italia ne sono arrivati ventitré, e non pochi tra questi sono di altissimo livello; alcuni sono dei veri capolavori, che inserisco senza nessun dubbio tra le migliori opere per ragazzi contemporanee. Penso in particolare a <em>Il figlio dei ghiacci</em>, <em>L’uomo delle volpi</em>, <em>Tracce</em>, <em>La cerva bianca</em>, <em>Al limite estremo</em>, <em>La mia indimenticabile estate con Harris</em>.</p>
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<p>Di autori che possono vantare sei titoli di questo genere, e diversi altri di qualità comunque ben superiori alla media, ce ne sono pochissimi. Eppure già da qualche anno acquistare un qualsiasi libro di Paulsen è impossibile: sono tutti fuori catalogo e rintracciabili solo nelle biblioteche più attente e fornite. Questa situazione paradossale, che vede una quantità sconcertante di novità di scarso valore spingere fuori dal mercato ciò che sembra meno vendibile, è un sintomo evidente della percezione che si ha oggi dell’avventura, di cui questo autore è maestro indiscusso. Paulsen non ha scritto in realtà solo storie avventurose, ma c’è, sempre e comunque, anche nelle situazioni più distanti dai canoni del genere, un modo di guardare il mondo, un atteggiamento nei confronti della vita diverso, e molto lontano da quello dominante, in particolare oggi.</p>
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<p>Il primo elemento che colpisce nelle storie che racconta è una sorta di poetica dei sensi: in tutte le sue opere (non è vero: fanno eccezione quelle di ambientazione più “cittadina”, e cercherò in seguito di trovarne una ragione) si è catapultati in un ricchissimo universo sensoriale: ogni pagina restituisce colori, luci, odori, sapori, silenzi, rumori, sensazioni tattili e fisiche in maniera così intensa da creare un microcosmo vivo, e immergere il lettore nella stessa ambientazione in cui si trova il protagonista. Se c’è la neve (e naturalmente c’è spessissimo), a leggere si prende freddo. Questa presenza è così radicata e pervasiva che Paulsen l’ha anche voluta esplicitare, dedicandole le due pagine di introduzione a <em>La stanza d’inverno</em>: “Se i libri potessero essere qualcosa di più, mostrare di più e possedere di più, questo libro avrebbe degli odori… Avrebbe gli odori delle vecchie fattorie, l’odore dolce del fieno appena tagliato che cade dalla lama oliata della falciatrice tirata dai cavalli su e giù per il campo, e l’odore acre del letame che in inverno fuma nella stalla…”. Si può parlare di un raro uso impressionista della scrittura, che costringe il lettore ad avvicinarsi a quella stessa “verità” che il protagonista della storia sta scoprendo: e in effetti è di questo che si tratta, di attenzioni percettive che i giovani di Paulsen improvvisamente sentono attivarsi, come nuovo stadio del loro essere.</p>
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<p>Rendersi conto di questa densità presente in ciò che li circonda è già un passo verso un modo di sentire ed esistere differente, che porta tutto a farsi più vero e vivo. Si tratta chiaramente di attimi iniziatici, e, caso abbastanza raro, i ragazzi ne sono subito consapevoli. Un momento quasi canonico, regolare e comune a queste storie, è la riflessione che i protagonisti fanno su se stessi appena dopo la prima fusione con la natura: “Aveva imparato a riconoscere la direzione del vento solo dal colore che prendeva il lago. Era cresciuto, aveva raggiunto una nuova consapevolezza. Era come se il suo corpo e la sua mente si fossero sintonizzati sulla stessa frequenza e avessero raggiunto un accordo mai stretto prima d’allora. Aveva il pieno controllo dei propri sensi.” (da <em>Al limite estremo</em>), oppure: “…i due remi si muovevano come se fossero una cosa sola. Adesso la canoa era spinta da una forza quasi consapevole, e Sue capì che nulla sarebbe mai più stato come prima: lei non sarebbe ritornata ad essere la Sue del passato, e ne fu felice.” (da <em>Tracce</em>). Gli esempi si potrebbero moltiplicare, tanta è l’attenzione che Paulsen dedica a questo fenomeno; e lo fa molto a ragione, visto che la coscienza della propria crescita è praticamente sparita dalla nostra società “sempreadolescente”, che ha voluto espellere i riti iniziatici, da considerarsi ormai primitivi e inutili.</p>
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<p>C’è almeno un altro ingrediente oggi tabù che viene recuperato dagli antichi riti iniziatici, e fa da base ad alcuni romanzi: è la totale solitudine fisica, che ha la sua realizzazione più netta nella saga di Brian (<em>Al limite estremo</em>, <em>L’inverno di Brian</em> più altri tre volumi non tradotti in italiano ), in cui viene messo in scena un nuovo Robinson. Precipitato con un piccolo aereo in qualche zona disabitata della tundra canadese dopo la morte del pilota, Brian si rende conto che nessun soccorso potrà arrivare a riportarlo alla civiltà, e rinasce, dopo diverse quasi morti, tra nostalgia e utopia, come uomo dei boschi, a metà tra Adamo e il Thoureau del <em>Walden</em>. Imparerà da solo a sopravvivere, con i soli insegnamenti della natura e dei propri errori; ripercorrerà gli stadi dello sviluppo umano, riuscirà a costruirsi utensili, indumenti e armi, ad allevare, a cacciare, a scuoiare, a vivere in totale sintonia col paradiso che ha a disposizione, fino a entrare direttamente in contatto con la mitologia americana: come i Padri Pellegrini si lasciarono alle spalle le bassezze della vecchia Europa per ricominciare nel Nuovo Mondo, così Brian si distacca pian piano dai vigliacchi litigi dei genitori e dalle piccole preoccupazioni cittadine, e può affrontare da solo prima la disperazione per quanto ha perduto, poi la libertà della <em>wilderness</em>, e sperimentare nuovi valori, testare sensibilità rinate, dedicarsi, certo tra mille pericoli, alla costruzione di se stesso. C’è in questa visione anche un mito nostalgico, tutto americano, di ritorno alla natura e alle radici, al buon vecchio mondo ormai andato: l’altra modalità di apprendimento infatti, anche questa assolutamente fuori moda, è rappresentata dalla figura del vecchio, per lo più esterno alla società, che si offre come guida sciamanica, legato com’è alle energie segrete della natura.</p>
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<p>Ne <em>Il figlio dei ghiacci</em> il giovane eschimese Russel, insoddisfatto di sé, lascia le moderne comodità del paese per farsi iniziare dal vecchio cieco, l’unico che ancora vive alla maniera degli antenati e che non ha ceduto un millimetro al progresso. Il passaggio di conoscenze avverrà tramite un racconto ipnotico, una sorta di trance, di collegamento ancestrale, in cui il ragazzo verrà messo direttamente davanti al passato del proprio popolo. Non è raro che nelle sue opere Paulsen faccia incrociare e metta in comunicazione la storia vera del protagonista con le storie finte, narrate o immaginate. Portata a termine la sua ultima formazione, il vecchio, come accade in tante storie di indiani, chiede di essere accompagnato nella morte che sente arrivare, e lascia poi Russell al suo viaggio solitario.</p>
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<p>L’anziano non è il solo tramite adottato da Paulsen, che lo sostituisce però con personaggi comunque slacciati dalla civiltà, maestri anch’essi profondamente ancorati alla natura: è il caso di <em>L’uomo delle volpi</em>, un reduce di guerra che vive isolato nei boschi, a metà tra animale e santo; ma anche dei due attempati figli dei fiori che istradano Terry in <em>Lungo la strada</em> e lo conducono lontano dalle disarmonie della ipocrita e corrotta vita di città.</p>
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<p>I luoghi remoti e incontaminati, liberi da presenze famigliari, sconfinati, fuori dal tempo e meravigliosi, in quanto spazi primigeni, sono scenari perfetti per queste occasioni, in cui si attua un vero panteismo quasi sacro, in cui anche il lettore si sente parte di un tutto più grande.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Leggendo di seguito tutti questi romanzi, ci si accorge che una delle parole, anzi uno dei temi più frequenti in Paulsen è “bellezza”. Ad un certo punto, davvero come d’incanto, la semplicità del concetto di bello si manifesta nitida, e un certo taglio di luce, un riflesso sulla neve, una geometria nei rami colpisce il protagonista come un evento metafisico. Ha luogo così un vero rapporto sentimentale col paesaggio, basato sullo stupore, sull’illuminazione, sulla raggiunta unità tra natura e anima. Credo sia un fatto a metà tra il trascendente e il filosofico, apparentemente inconciliabile rispetto alla nostra modernità, ma in realtà davvero vicino al sentire dei ragazzi, e che sarebbe sanissimo in qualche modo recuperare e reinserire nei percorsi formativi . Vedere la bellezza è come riconoscere una propria nuova, appena guadagnata, nobiltà interiore, e forse l’esempio più evidente e dichiarato è <em>La cerva bianca</em>: John vive coi nonni in una fattoria isolata, dopo aver perso i genitori. Il nonno, che lo ha abituato sin da piccolo alla vita nel bosco e alla caccia, sta morendo, e gli affida la prima battuta solitaria, più per necessità che per iniziarlo: “Uccidere non ti fa diventare uomo. Noi ci procuriamo la carne, ecco tutto.” Nel bosco innevato John incrocia una cerva bianca, l’ha a tiro, ma dentro di lui succede qualcosa. Abbassa il fucile e inizia a seguirla, e lei si fa inseguire, quasi lo aspettasse, giorno e notte, senza tregua, come un duello amoroso, inspiegabile e irresistibile, con le tracce sulla neve a separarli e a unirli. “… lasciò qualcosa in John, un’immagine di bellezza che gli rimase impressa nella mente, come una figura che ci resta negli occhi quando li chiudiamo, abbagliante”. Al ritorno alla fattoria, a mani vuote, il ragazzo prova a spiegare quello che gli è successo: “- Una cosa è cambiata, durante la caccia. Anzi, è cambiato tutto, così l’ho inseguita ma non le ho sparato. &#8211; I nonni non dissero nulla, aspettarono. &#8211; Ho camminato per due giorni e poi l’ho toccata. Due giorni e una notte. E dopo averla toccata è cambiato tutto- ”. Il bosco innevato non è solo uno scenario, ma è chiaramente un attore di questa come di altre storie, con il suo silenzio assoluto e irreale; e lo è, per portare un altro esempio, anche il mare che inghiotte David e la sua barca a vela in <em>Alla deriva</em>, a prolungare la missione del ragazzo: spargere tra le onde le ceneri dell’amato zio-maestro.</p>
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<p>Certi spazi permettono, o impongono, una fusione radicale, sono dominanti e simbolici, e all’uomo non resta che adeguarsi, conquistato, e minimo al confronto. Un’altra poetica di Paulsen è dunque quella dei luoghi, e ricorda moltissimo una caratterizzazione tipicamente americana degli spazi, veri protagonisti nella pittura e nel cinema, al punto che si potrebbe anche parlare di “archetipi ambientali”: il paesaggio è quasi un’arte religiosa tutta giocata sullo stupore, come se fosse visto per la prima volta, in Paulsen come nei western, nella pittura Luminista come nelle giungle metropolitane dei noir. L’estetica di riferimento è quella del sublime, che tende all’infinito e rimpicciolisce lo spettatore, pur inserendolo totalmente nell’ambiente. E allora tutto appare fuori misura, irraggiungibile, enorme, e credo che vengano da qui persino quegli animali giganteschi che popolano le storie del nostro autore: galli grossi quanto aquile, maiali immensi, gatti che sembrano cani da pastore, vacche e cavalli di dimensioni mitiche. C’è un romanzo, davvero troppo poco noto, in cui Paulsen riesce a unire questo carattere con un’ilarità trascinante e con un effetto nostalgico struggente, l’autobiografia d’infanzia con <em>Le avventure di Tom Sawyer</em>. È <em>La mia indimenticabile estate con Harris</em>, in cui una stagione dai parenti di campagna trasforma le giornate del protagonista undicenne e del tremendo cugino in esilaranti gesta leggendarie: “I nostri nemici se ne stavano ignari delle nostre intenzioni, o almeno così pensavo, e grugnivano felici, sepolti in una montagna di fango con il muso impiastricciato di sbobba e lo stomaco che borbottava. C’erano tre scrofe in un recinto, un maschio in un altro, e un terzo conteneva una femmina e i suoi dieci porcellini (…) &#8211; Guardali &#8211; mi sussurrò Harris mentre partivamo all’assalto. &#8211; Quegli sporchi musi gialli comunisti se ne stanno stesi laggiù come se fossero i padroni del mondo. &#8211; Feci di sì con la testa. &#8211; Sporchi comunisti!”</p>
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<p>Ancora una volta la natura rappresenta la vita, la meraviglia, lo spasso, il fare, e il contatto con ciò che è autentico, e si contrappone senza sfumature alla città, da cui provengono le molte degenerazioni che hanno fatto dimenticare i ritmi e le nobili difficoltà delle origini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Paulsen potrebbe essere facilmente accusato di antimodernismo e di luddismo, forse anche di misantropia, visti i ritratti della società che tratteggia quasi sempre sullo sfondo, e certamente anche la quasi totale assenza di donne nei suoi libri si presta a veloci, ma credo sterili, se non sciocchi, attacchi. Di certo tutti questi elementi, il ritorno all’Eden come rinascita possibile, la città come caduta e peccato, la ricerca solitaria, appartengono ad un certo immaginario ben definito: l’americanità e il legame con questo serbatoio culturale e con certe soluzioni formali è infatti un’altra scoperta che attende chi ha la fortuna di ripercorrere l’opera di Paulsen. Le citazioni esplicite sono rarissime, ma che il nostro sia un divoratore di letteratura statunitense è chiarissimo, e a dimostrarlo ci sono dei veri, e molto riusciti, esercizi di stile sui canoni americani: muovendosi da un genere all’altro, con spiazzante abilità mimetica e linguistica, è capace di diventare di volta in volta uno scrittore diverso. Certo, nei titoli più direttamente avventurosi, e nelle storie di cani, c’è molto London, e senz’altro il ritorno idilliaco alla natura del <em>Walden</em> di Thoureau. Ma c’è anche, in <em>John della notte</em> e <em>Sarny</em>, la “slave narrative”, la memorialistica degli schiavi neri che ci ha informato su quanto accadeva prima della Guerra Civile; c’è, sulla Guerra Civile, <em>Un cuore da soldato</em>, che ricalca l’impressionismo e i temi di Crane e ricorda Bierce; ci sono riferimenti, penso soprattutto a <em>Il figlio dei ghiacci</em> e a <em>Tracce</em>, alle leggende dei Nativi; ci sono, sparsi nelle storie brevi, i “tall tales”, le spacconate tipiche della frontiera; c’è evidentemente, in <em>Lungo la strada</em>, Kerouac e il viaggio <em>on the road</em>; qualcosa, nella ricerca ipnotica de <em>La cerva bianca</em> fa pensare alla balena bianca di Melville, il cui incipit (“Chiamatemi Ismele…”) è invece citato direttamente in un titolo mai tradotto, <em>Call me Francis Tucker</em>, personaggio che ha dato vita a una saga; c’è addirittura, in <em>Storie</em>, una <em>Spoon River</em>, e molto Hemingway, dal quale sembra tratto anche, per stile, personaggi e vicende, <em>Oltre il confine</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da questa letteratura Paulsen ha senz’altro ereditato anche la schiettezza nel dire e l’indagine sui limiti dell’uomo: non evita mai di affrontare per esempio la malattia e la morte, umana e animale, anche nei suoi aspetti più politicamente scorretti e dolorosi; certe scene descritte, come le operazioni di macellazione delle bestie in fattoria, o dei soldati sugli scenari di guerra, non lasciano nulla all’immaginazione, e la dichiarazione sottostante pare sempre: “ragazzi, questa è la vita.” In particolare nei libri di guerra, sia totalmente dedicati ad essa (<em>Un cuore da soldato</em>; <em>Tracce</em>; <em>Sarny</em>), sia toccati dallo spettro bellico che torna incarnato nei disturbi dei reduci (<em>L’uomo delle volpi</em>; <em>Dancing Carl</em>; <em>Lungo la strada</em>; <em>Oltre il confine</em>; <em>La stanza d’inverno</em>) le parole sono chiarissime, quasi delle pietre impossibili da schivare. In <em>Tracce</em>, un audace e poetico esperimento pensato per ragazzi quasi adulti, la dichiarazione è spietata: il libro è diviso in quattro diverse iniziazioni adolescenziali che si intrecciano senza mai incontrarsi, e in quattro “canti di guerra”, rapidi e densissimi episodi tratti dalla guerra in Vietnam, dalla Seconda Guerra Mondiale, dalla Corea, dal futuro. Tre vite su quattro, di questi normali giovani in trasformazione, hanno successo; ma quello che accade nei “canti di guerra” bilancia le vittorie, anzi le vanifica, e l’ultima accusa verso la nostra società prospetta un piccolo CLIC che “durerà una frazione infinitesimale di secondo perché tutto si dissolverà subito in un’esplosione di luce più abbagliante persino del sole”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La critica a certi adulti è in realtà una costante sotterranea, mai esibita a lungo, e quasi indispensabile per dare il via all’avventura. Questa scena iniziale, tra l’altro autobiografica, apre molti libri di Paulsen, come <em>La mia indimenticabile estate con Harris</em>: “Non avrei mai incontrato Harris se i miei non avessero consumato quantità eccessive di whisky “Four Roses”. Per quanto ricordo della mia infanzia, c’è sempre stata una bottiglia di whisky sul tavolo di casa (…) La mia casa diventò un luogo impossibile, e io venivo ospitato sempre più spesso da qualche parente.”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La disposizione all’avventura, proprio come in London, in Paulsen è una risposta alle intemperie che la vita prepara, e un prendersi in mano le responsabilità di presente e futuro. Per campare, sin da quand’era piccolissimo, anche lui si è dato a mille mestieri, e ha messo insieme un curriculum di tutto rispetto: è passato dai birilli al bowling a un’industria aerospaziale, dall’esercito alla distribuzione dei giornali, poi è stato contadino, attore, carpentiere, manovale nei ranch, camionista, operaio, demolitore, trapper, marinaio, allevatore, scrittore…<br />
Quello che non torna, però, e l’interrogativo pedagogico che solleva è bizzarro e degno di attenzione, è come dalle tante infanzie e adolescenze dorate e prolungate cui siamo assuefatti scaturiscano spesso, in realtà, adulti aridi; mentre dopo queste obbligate e terribili crescite precoci che rubano l’infanzia ci si ritrovi, settantenni, a giocare su una slitta coi cani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il libri di Gary Paulsen<br />
</strong></p>
<div class="col-lg-8 col-sm-8">
<ul>
<li><em>Tra parentesi è indicato l’anno della prima edizione in lingua originale </em></li>
<li><em>L’uomo delle volpi</em>, Mondadori SuperJunior, 1999 (1977)</li>
<li><em>Dancing Carl</em>, Mondadori Shorts, 1999 (1983)</li>
<li><em>La cerva bianca</em>, Mondadori Junior Avventura, 1994 (1984)</li>
<li><em>Il figlio dei ghiacci</em>, Mondadori Junior Avventura, 1994 (1985)</li>
<li><em>Tracce</em>, Mondadori Supertrend, 1996 (1986)</li>
<li><em>Oltre il confine</em>, Mondadori Junior +10, 1997 (1987)</li>
<li><em>Al limite estremo</em>, Mondadori Junior Avventura, 1995 (1987)</li>
<li><em>La stanza d’inverno</em>, Mondadori Shorts, 2001 (1989)</li>
<li><em>Storie</em>, Mondadori Shorts, 2002 (1989)</li>
<li><em>Alla deriva</em>, Mondadori Junior Avventura, 1996 (1989)</li>
<li><em>Il padrone della scuola</em>, Mondadori Shorts, 1997 (1990)</li>
<li><em>La mia indimenticabile estate con Harris</em>, Piemme Il battello a vapore Serie Oro, 1997 (1993)</li>
<li><em>John della notte</em>, Mondadori Junior Gaia, 1996 (1993)</li>
<li><em>Lungo la strada</em>, Mondadori SuperJunior, 1995 (1994)</li>
<li><em>La tenda dell’abominio</em>, Piemme Il battello a vapore, 1999 (1995)</li>
<li><em>L’inverno di Brian</em>, Mondadori Junior Avventura, 1999 (1996)</li>
<li><em>Io e Cookie</em>, Mondadori Shorts, 1997 (1996)</li>
<li><em>Sarny</em>, Mondadori Junior Gaia, 1999 (1997)</li>
<li><em> Il mio amico Harold</em>, Mondadori Shorts, 1998 (1997)</li>
<li><em>I cani della mia vita</em>, Mondadori Shorts, 2003 (1998)</li>
<li><em>Un cuore da soldato</em>, Mondadori Shorts, 2004 (1998)</li>
<li><em>Il pattinatore</em>, Mondadori Shorts, 1999</li>
<li><em>Glass Cafè</em>, Mondadori Shorts, 2000 (2000)</li>
<li></div></li>
</ul>
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		<title>Contributi alle scuole per acquistare abbonamenti a riviste</title>
		<link>https://hamelin.net/contributi-alle-scuole-per-acquistare-abbonamenti-a-riviste/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Hamelin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Oct 2021 17:29:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un bando ministeriale consente alle scuole di ogni ordine e grado di abbonarsi a riviste scientifiche con un contributo del 90%.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>Fino al 31 ottobre 2021 le scuole di ogni ordine e grado possono richiedere un contributo per abbonarsi a riviste scientifiche e di settore.</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Grazie a un Bando della Presidenza del Consiglio dei Ministri, le scuole statali e paritarie di ogni grado possono richiedere un contributo <strong>pari al 90% della spesa </strong>per acquistare un abbonamento a una rivista scientifica.<strong><br />
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È una buona occasione per <a href="https://hamelin.net/abbonati-alla-rivista/"><strong>abbonarsi alla rivista Hamelin</strong></a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I dettagli sono <a href="https://www.informazioneeditoria.gov.it/it/notizie/sostegno-alle-scuole-per-l-acquisto-di-abbonamenti-ai-quotidiani-periodici-e-riviste-scientifiche-e-di-settore-in-aiuto-alla-didattica-ed-alla-promozione-della-lettura-critica-per-lanno-2021/">sul sito ufficiale del Dipartimento per l’informazione e l’editoria</a>. La scadenza per l&#8217;invio della richiesta è il 31 ottobre 2021.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per informazioni sugli abbonamenti, scrivete a <a href="mailto:rivista@hamelin.net"><strong>rivista@hamelin.net</strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-11784 size-full" src="https://hamelin.net/wp-content/uploads/2020/06/Hamelin_-sito-e-libri-8-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1707" srcset="https://hamelin.net/wp-content/uploads/2020/06/Hamelin_-sito-e-libri-8-scaled.jpg 2560w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2020/06/Hamelin_-sito-e-libri-8-300x200.jpg 300w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2020/06/Hamelin_-sito-e-libri-8-1024x683.jpg 1024w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2020/06/Hamelin_-sito-e-libri-8-768x512.jpg 768w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2020/06/Hamelin_-sito-e-libri-8-1536x1024.jpg 1536w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2020/06/Hamelin_-sito-e-libri-8-2048x1365.jpg 2048w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2020/06/Hamelin_-sito-e-libri-8-500x333.jpg 500w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2020/06/Hamelin_-sito-e-libri-8-250x167.jpg 250w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2020/06/Hamelin_-sito-e-libri-8-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>I corpi che siamo. Conversazione tra Katy Couprie e Nicoletta Landi</title>
		<link>https://hamelin.net/i-corpi-che-siamo-conversazione-tra-katy-couprie-e-nicoletta-landi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Hamelin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jul 2021 15:06:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Rappresentare i corpi tra scienza, arte e pedagogia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://hamelin.net/i-corpi-che-siamo-conversazione-tra-katy-couprie-e-nicoletta-landi/">I corpi che siamo. Conversazione tra Katy Couprie e Nicoletta Landi</a> proviene da <a href="https://hamelin.net">Hamelin</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><b>Questo periodo di crisi globale ci spinge a farci domande scomode, profonde ed essenziali. Ci interroghiamo sul futuro, sulle cose che abbiamo perso e quelle che abbiamo ritrovato. Se risposte e previsioni possono arrivare solo dalla scienza, l’arte può invece aprire uno spazio di dialogo per fare luce su alcune delle domande che abbiamo bisogno di farci.</b></h3>
<p><b>Double Face</b><span style="font-weight: 400;"> è uno spazio di scambio tra autori e autrici francesi e italiani che lavorano con le immagini. Un ciclo di conversazioni che chiede a illustratrici, fumettisti, esperti e scrittrici di ragionare sui nodi del presente a partire da un’immagine.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Double Face è un progetto di Hamelin Associazione Culturale, con il sostegno di </span><a href="https://www.institutfrancais.it"><span style="font-weight: 400;">Institut Français</span></a><span style="font-weight: 400;"> Italia.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_12232" style="width: 2570px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-12232" class="wp-image-12232 size-full" src="https://hamelin.net/wp-content/uploads/2021/06/DIZIONARIO-Low-trascinato-3-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1548" srcset="https://hamelin.net/wp-content/uploads/2021/06/DIZIONARIO-Low-trascinato-3-scaled.jpg 2560w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2021/06/DIZIONARIO-Low-trascinato-3-300x181.jpg 300w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2021/06/DIZIONARIO-Low-trascinato-3-1024x619.jpg 1024w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2021/06/DIZIONARIO-Low-trascinato-3-768x464.jpg 768w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2021/06/DIZIONARIO-Low-trascinato-3-1536x929.jpg 1536w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2021/06/DIZIONARIO-Low-trascinato-3-2048x1238.jpg 2048w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2021/06/DIZIONARIO-Low-trascinato-3-500x302.jpg 500w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2021/06/DIZIONARIO-Low-trascinato-3-250x151.jpg 250w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2021/06/DIZIONARIO-Low-trascinato-3-600x363.jpg 600w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /><p id="caption-attachment-12232" class="wp-caption-text"><span style="color: #808080;">©Katy Couprie, Dizionario folle del corpo (Fatatrac 2020)</span></p></div>
<h1>—</h1>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Corpo</strong> e <strong>linguaggio</strong> sono intimamente legati, anche siamo abituati a pensarli come entità distanti, se non addirittura opposte: a un estremo c&#8217;è la materialità del corpo, con i suoi desideri, le necessità e le funzioni basiche; all&#8217;altro c&#8217;è la razionalità del linguaggio, l&#8217;astrazione. È sempre più necessario, però, stare in guardia da ogni forma di pensiero binario. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Allora è utile provare a scardinare anche questa “coppia” di opposti: i corpi, il modo in cui abitano il mondo, vengono osservati e rappresentati sono le fondamenta dell’identità. <strong>I corpi sono personali e politici insieme</strong>, per riprendere una formula introdotta dal femminismo, intimi e pubblici. Sono lo spazio dell’intimità, del desiderio e del sé, ma anche il primo è il più potente strumento con cui si entra in relazione (lo abbiamo visto bene nell&#8217;ultimo anno, quando del contatto con i corpi abbiamo imparato ad avere una nuova paura).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Come rappresentare, quindi, i corpi? Come renderli visibili senza sovrascriverli, raccontarli senza cadere nella retorica o nei tecnicismi della scienza? Per rispondere a queste domande, abbiamo interpellato due autrici che hanno affrontato la questione da punti di vista in apparenza lontani. A un estremo dunque c’è <strong>Katy Couprie</strong>, illustratrice e autrice del <a href="https://www.bookdealer.it/libro/9788882226435/dizionario-folle-del-corpo" class="broken_link"><i><strong>Dizionario folle del corpo</strong></i></a></span><span style="font-weight: 400;">,</span><span style="font-weight: 400;"> una bizzarra enciclopedia che tenta di rendere conto del corpo dal punto di vista scientifico, simbolico, artistico, spirituale; un libro assolutamente impossibile da categorizzare, che in Francia è stato criticato da insegnanti, genitori e associazioni che ne hanno chiesto il ritiro dalle biblioteche scolastiche, perché ha osato raccontare le sfumature del corpo di cui nei manuali di anatomia non si parla: l&#8217;erotico, l&#8217;osceno, l’inconscio, il simbolico. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">All&#8217;estremo opposto – che poi, come vedremo, così opposto non è – c&#8217;è l’antropologa <strong>Nicoletta Landi</strong>, che da anni si occupa di educazione alla sessualità e all’affettività con ragazze e ragazzi adolescenti per l’Azienda USL di Bologna, e ha scritto </span><strong><a href="https://www.bookdealer.it/libro/9788883537745/il-piacere-non-%C3%A8-nel-programma-di-scienze-educare-alla-sessualit%C3%A0-oggi-in-italia" class="broken_link"><i>Il piacere non è nel programma di Scienze!</i></a></strong><span style="font-weight: 400;">, un viaggio critico nell’insegnamento dell&#8217;educazione sessuale in Italia. Educazione che è in primo luogo educazione al corpo, a come ascoltarlo, rispettarlo e abitarlo con consapevolezza. In questa conversazione, le due autrici partono dalle rispettive esperienze di scrittura che le hanno portate a mescolare i linguaggi – Couprie si ispira agli studi anatomici per comporre il suo “dizionario folle”, Landi tenta di rompere con la medicalizzazione forzata dei corpi nel suo lavoro quotidiano con le ragazze e i ragazzi- per fare il punto sui corpi che siamo.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h1>—</h1>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Nicoletta Landi:</b><span style="font-weight: 400;"> Nel tuo </span><a href="https://www.bookdealer.it/libro/9788882226435/dizionario-folle-del-corpo" class="broken_link"><i><span style="font-weight: 400;">Dizionario folle del corpo</span></i></a><span style="font-weight: 400;">, il corpo è narrato ed esaltato nella sua doppia dimensione fisica e metafisica. Com’è possibile, se lo è, conciliare questi due aspetti così apparentemente diversi, e non sempre considerati conciliabili dai saperi che hanno indagato la complessità del corpo?</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Katy Couprie</b><span style="font-weight: 400;">: L’intenzione e la sfida del mio libro erano proprio queste: non dover scegliere fra il corpo della scienza e quello vissuto nella quotidianità, il corpo delle emozioni, il corpo poetico, sportivo, desiderato o metaforico. Il mio motore è stato di poter alla fine, all’interno di uno stesso spazio di un unico libro, incontrare ognuna delle dimensioni del corpo che ci rendono quelli che siamo (insomma, più o meno), senza stabilire tra queste nessun tipo di gerarchia. Per questo motivo, il corpo malato è stato volutamente escluso dal libro. La morte, invece, gioca nella narrazione un ruolo piuttosto discreto. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_12233" style="width: 2570px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-12233" class="wp-image-12233 size-full" src="https://hamelin.net/wp-content/uploads/2021/06/DIZIONARIO-Low-trascinato-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1548" srcset="https://hamelin.net/wp-content/uploads/2021/06/DIZIONARIO-Low-trascinato-scaled.jpg 2560w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2021/06/DIZIONARIO-Low-trascinato-300x181.jpg 300w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2021/06/DIZIONARIO-Low-trascinato-1024x619.jpg 1024w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2021/06/DIZIONARIO-Low-trascinato-768x464.jpg 768w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2021/06/DIZIONARIO-Low-trascinato-1536x929.jpg 1536w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2021/06/DIZIONARIO-Low-trascinato-2048x1238.jpg 2048w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2021/06/DIZIONARIO-Low-trascinato-500x302.jpg 500w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2021/06/DIZIONARIO-Low-trascinato-250x151.jpg 250w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2021/06/DIZIONARIO-Low-trascinato-600x363.jpg 600w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /><p id="caption-attachment-12233" class="wp-caption-text"><span style="color: #808080;">©Katy Couprie, Dizionario folle del corpo (Fatatrac 2020)</span></p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>NL:</b><span style="font-weight: 400;"> Arte e scienza possono dialogare? O meglio, parlare insieme della complessità simbolica e poetica del corpo? Se sì, in che modo? </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>KC</b><span style="font-weight: 400;">: L’arte la scienza possono intessere un dialogo fecondo, ricco di domande più che di risposte. E possono farlo, nel caso dell’illustrazione in generale e del mio libro in particolare, attraverso il rapporto fra testo e immagine, le tavole costruite su molteplici livelli di lettura, le definizioni multiple. Tutto in maniera molto semplice, perché il mio libro si rivolge anche ai bambini e alle bambine, e per questo ho scelto la compresenza di linguaggi differenti. Anche la forma del dizionario è un aiuto in questo senso, perché è una forma che tiene insieme rigore e leggerezza.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_12234" style="width: 2570px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-12234" class="wp-image-12234 size-full" src="https://hamelin.net/wp-content/uploads/2021/06/DIZIONARIO-Low-trascinato-1-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1548" srcset="https://hamelin.net/wp-content/uploads/2021/06/DIZIONARIO-Low-trascinato-1-scaled.jpg 2560w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2021/06/DIZIONARIO-Low-trascinato-1-300x181.jpg 300w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2021/06/DIZIONARIO-Low-trascinato-1-1024x619.jpg 1024w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2021/06/DIZIONARIO-Low-trascinato-1-768x464.jpg 768w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2021/06/DIZIONARIO-Low-trascinato-1-1536x929.jpg 1536w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2021/06/DIZIONARIO-Low-trascinato-1-2048x1238.jpg 2048w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2021/06/DIZIONARIO-Low-trascinato-1-500x302.jpg 500w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2021/06/DIZIONARIO-Low-trascinato-1-250x151.jpg 250w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2021/06/DIZIONARIO-Low-trascinato-1-600x363.jpg 600w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /><p id="caption-attachment-12234" class="wp-caption-text"><span style="color: #808080;">©Katy Couprie, Dizionario folle del corpo (Fatatrac 2020)</span></p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>NL:</b><span style="font-weight: 400;"> Che ruolo possono avere le parole e le immagini del corpo nel renderlo visibile, amabile ed esistente ben oltre ciò che è tangibile, misurabile, addomesticabile?</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>KC</b><span style="font-weight: 400;">: Le parole e le immagini del corpo, secondo me, sono come delle chiavi, delle note che accompagnano e aprono il nostro modo di porci domande, fin da quando siamo piccoli o piccole, su questo soggetto enorme – il corpo – che spesso è ancora considerato un grande tabù.</span></p>
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<p><b>NL:</b><span style="font-weight: 400;"> A proposito di tabù, ci sono alcuni aspetti del corpo che soffrono di un’assenza di parole e di immagini: perché non vengono raccontati o rappresentati abbastanza, o nel modo giusto, o addirittura a volte perché vengono taciuti del tutto. Questa eventuale assenza di linguaggio per raccontare il corpo, secondo te, che ruolo ha sull’esistenza stessa dei corpi che siamo?</span></p>
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<p><b>KC</b><span style="font-weight: 400;">: </span><span style="font-weight: 400;">Vedere e non vedere, arrivare a dire l’indicibile è una sfida per il tipo di lavoro che faccio. Ci sono cose che non si possono dire. Ci sono immagini che sono lì per mostrare, ma ce ne sono altre che mettono in primo piano cose da nascondere. In alcuni momenti capita di creare disegni che parlano di ciò che è segreto, e arrivano a farlo probabilmente proprio perché non hanno parola. È una possibilità del testo iconico, e anche in un libro per l’infanzia possono esserci illustrazioni che non mostrano tutto ma al contempo lasciano galleggiare ciò che non si può perfettamente definire, ciò che non si può mettere in pieno sole. </span></p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Mi sono spesso trovata, lavorando sul corpo, davanti a questo tipo di interrogativi e riflessioni, anche in relazione alle varie età dei bambini e delle bambine e ai possibili diversi livelli di maturità di chi avrebbe letto il libro. E nel creare alcune immagini ho deciso di stare in ciò che è nascosto, o più difficile da esplicitare, attraverso l’evocazione piuttosto che la rappresentazione. Nel libro questo nodo viene a galla, per esempio, nelle illustrazioni sul sesso: vista la varietà di pubblici e di età a cui il libro si rivolge, non ho creato immagini esplicite legate all’atto sessuale omosessuale; ma le figure che ho inventato e disegnato portano in sé anche questo racconto, perché l’ho nascosto lì dentro, come in un gioco di ombre cinesi. </span></p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Trovo che le immagini siano più capaci di sostenere questa dimensione – cose mostrate a metà, in parte segrete, piste sotterranee da percorrere – molto più che il testo. Nei libri per l’infanzia le immagini hanno esattamente questo compito: sanno dare più risposte, più interpretazioni, sanno mostrare un pezzetto attraverso l’intero che lo mette in scena. Tutto questo permette una libertà maggiore rispetto alle possibilità che il testo ha nell’esperienza di un opera come </span><i><span style="font-weight: 400;">Il Dizionario</span></i><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
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<p><b>NL:</b><span style="font-weight: 400;"> Penso anche alla situazione contraria, quella cioè in cui le immagini e le parole usate per raccontare l’esperienza del corpo &#8211; e i relativi immaginari che questa genera &#8211; possono essere troppe. Pensi che sia possibile questa situazione? E se sì, quando e come credi sia meglio tacere il corpo?</span></p>
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<p><b>KC</b><span style="font-weight: 400;">: Non credo che si possa soffrire del fatto di avere un vocabolario ricco, che si tratti di vocabolario testuale o iconografico… Quello che conta davvero è la libertà che ci concediamo nell’uso che facciamo di quel vocabolario, il nostro libero arbitrio, fino ad arrivare alla curiosità e al gusto personale per un certo argomento. Per quanto mi riguarda, attraverso </span><i><span style="font-weight: 400;">Il dizionario folle del corpo</span></i><span style="font-weight: 400;"> ho cercato di creare un libro aperto in cui si può saltabeccare nel modo che più ci è congeniale, tenendosi sempre alla larga da modalità prescrittive ma anche dal disordine, sempre con questa idea in testa.</span></p>
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<p><span style="font-weight: 400;"> </span></p>
<div id="attachment_12235" style="width: 2570px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-12235" class="wp-image-12235 size-full" src="https://hamelin.net/wp-content/uploads/2021/06/DIZIONARIO-Low-trascinato-4-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1548" srcset="https://hamelin.net/wp-content/uploads/2021/06/DIZIONARIO-Low-trascinato-4-scaled.jpg 2560w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2021/06/DIZIONARIO-Low-trascinato-4-300x181.jpg 300w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2021/06/DIZIONARIO-Low-trascinato-4-1024x619.jpg 1024w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2021/06/DIZIONARIO-Low-trascinato-4-768x464.jpg 768w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2021/06/DIZIONARIO-Low-trascinato-4-1536x929.jpg 1536w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2021/06/DIZIONARIO-Low-trascinato-4-2048x1238.jpg 2048w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2021/06/DIZIONARIO-Low-trascinato-4-500x302.jpg 500w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2021/06/DIZIONARIO-Low-trascinato-4-250x151.jpg 250w, https://hamelin.net/wp-content/uploads/2021/06/DIZIONARIO-Low-trascinato-4-600x363.jpg 600w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /><p id="caption-attachment-12235" class="wp-caption-text"><span style="color: #808080;">©Katy Couprie, Dizionario folle del corpo (Fatatrac 2020)</span></p></div>
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<p><b>NL</b><span style="font-weight: 400;">: Come spiegheresti, in poche semplici parole, cos&#8217;è il corpo a una persona di 5, 10, 15 e 20 anni?</span></p>
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<p><b>KC</b><span style="font-weight: 400;">: Il corpo, ciò che ci tiene insieme e ci fa vivere, vivere, vivere.</span></p>
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<p><b>Katy Couprie </b><span style="font-weight: 400;">è un’artista francese. Diplomata a l’École Nationale Supérieure des Arts Décoratifs di Parigi, frequenta poi l’Art Institute di Chicago. Pittrice, autrice, illustratrice e fotografa, è un’artista a tutto tondo che trova nell’incisione il suo mezzo di espressione privilegiato. Ha scelto l’editoria per ragazzi come spazio di libertà e creatività che permette di aprire gli orizzonti. </span><span style="font-weight: 400;">Nei suoi numerosi libri, albi illustrati e </span><i><span style="font-weight: 400;">imagiers</span></i><span style="font-weight: 400;"> offre punti di vista inediti e interpretazioni originali della realtà. Il suo ultimo libro pubblicato in Italia è </span><i><span style="font-weight: 400;">Il dizionario folle del corpo </span></i><span style="font-weight: 400;">(Fatatrac, 2020).</span></p>
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<p><b>Nicoletta Landi </b><span style="font-weight: 400;">è</span> <span style="font-weight: 400;">antropologa e si occupa di sessualità, educazione, genere, adolescenza e promozione della</span> <span style="font-weight: 400;">salute sessuale. Collabora con l’Azienda USL di Bologna e con istituzioni che si occupano di educazione alla</span> <span style="font-weight: 400;">sessualità e all’affettività.</span> <span style="font-weight: 400;">È anche autrice di testi scientifici, tra cui la monografia </span><i><span style="font-weight: 400;">Il piacere non è nel programma di Scienze! Educare alla</span></i> <i><span style="font-weight: 400;">sessualità, oggi, in Italia</span></i><span style="font-weight: 400;"> (Meltemi, 2017).</span></p>
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<p>L'articolo <a href="https://hamelin.net/i-corpi-che-siamo-conversazione-tra-katy-couprie-e-nicoletta-landi/">I corpi che siamo. Conversazione tra Katy Couprie e Nicoletta Landi</a> proviene da <a href="https://hamelin.net">Hamelin</a>.</p>
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