Riflettere e discutere su cosa è la bellezza, sulla sua relatività, sulle trasformazioni che essa ha assunto nel corso della storia della cultura, su quali sono le radici che la determinano, è essenziale, e unico vero strumento per limitare, se non contrastare, la pressione dell’offerta di sempre nuovi consumi.
Tanto più se ci si occupa di infanzia e adolescenza, target ormai privilegiati delle strategie di marketing, ed età in cui il proprio aspetto, il modo concreto di porsi e di apparire assumono un fortissimo significato nella costruzione dell’identità e nella sua proposta agli altri.
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La fantascienza vive. Un numero dedicato a questo genere tutt’altro che fuori dal nostro presente, con cui l’editoria per ragazzi, il fumetto, l’illustrazione e il cinema sembrano non smettere mai di confrontarsi. Accanto agli articoli su Dick, Ballard, Lethem, trova spazio una nutrita sezione dedicata al visivo. La figura e l’opera del grande maestro Sergio Toppi vengono analizzate in un’ampio saggio.
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Un numero dedicato alle forme e ai significati della rappresentazione della città nella letteratura per ragazzi contemporanea: dalle ambientazioni urbane di Philip Ridley raccontate da Emilio Varrà alle metropoli di Dickens e Lethem analizzate da Silvia Albertazzi; dalle riflessioni di Giulia Mirandola sull’opera e sugli universi di Peter Sís all’intervista di Luca Baldazzi a Federico Maggioni: un viaggio nell’esperienza del Corriere dei Ragazzi che negli anni ‘70 aprì agli adolescenti una finestra sul mondo tramite il giornalismo a fumetti.
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Ci definiamo da tanto "società dell’immagine". Parliamo di "bombardamento" visivo. Di sovrabbondanza di immagini e parole. Ma sappiamo anche quanto sia debole, forse molto più che in passato, la nostra capacità di leggere e interpretare le figure; e stando alle statistiche il rapporto che intratteniamo anche con la parola scritta sembra stia subendo un’involuzione. Perché questo paradosso?
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L'avventura è morta? L’impressione, piuttosto chiara, va verso un’unica direzione, tutta da studiare, meditare, se possibile ribaltare: ci sono certamente tante avventure nell’editoria per ragazzi contemporanea, ma quelle che si possono far rientrare davvero all’interno del genere “avventura” sono poche. Naturalmente si pone di riflesso un nuovo interrogativo: non sarà che sono solo cambiate, che si sono trasformate con il mutare dei tempi le vicende, gli attori, le scenografie relative a questa dimensione?
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Perché oggi si percepisce un senso di distanza che appare incolmabile nei confronti delle nuove generazioni? E perché, d’altra parte, le offerte culturali indirizzate più o meno esplicitamente ai giovani si moltiplicano? Il nucleo centrale di questo numero si concentra sull’analisi di alcuni prodotti del mercato culturale che hanno individuato nella fascia adolescenziale il proprio target privilegiato. La riflessione mette in evidenza un grande paradosso: da una parte il mondo e i comportamenti degli adolescenti sembrano agli occhi degli adulti sempre più alieni e imperscrutabili, dall’altra sembra non esistere acquirente migliore dell’adolescente, sia esso dodicenne o trentenne, e allora quegli stessi ragazzi che in carne e ossa non vengono più di tanto presi in considerazione, sono più di altri al centro delle strategie del mercato culturale.
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Il corpo centrale di questo numero è dedicato ai contenuti emersi nel convegno La costruzione del lettore che si è tenuto nel giugno scorso, a compimento della seconda edizione di Xanadu, il nostro progetto di promozione alla lettura rivolto agli adolescenti. Il nostro compito è stato quello di riflettere sulle problematiche da risolvere e, soprattutto, utili a innescare strategie diverse per tentare se non di risolvere, almeno di arginare il problema. La parola "costruzione" ci sembra particolarmente adatta, perché comunica un processo lento e faticoso, mattone dopo mattone, l'unico a poter porre davvero basi solide alla diffusione del libro.
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A ventisei anni dalla sua morte le filastrocche, i racconti, gli esercizi e le favole di Gianni Rodari continuano ad essere stampate e ristampate, a provare che le sue invenzioni sono oggi ancora ben presenti, creando un vero spartiacque per la letteratura per ragazzi a venire. Hamelin dedica un numero all’autore e alle sue opere, cogliendo l’occasione per pubblicare alcune delle lettere raccolte da Einaudi nel volume a tiratura limitata Lettere a Don Julio Einaudi. In un continuo processo di rinnovamento nei contenuti e nella sua struttura la rivista propone tre nuovi appuntamenti: uno spazio dedicato all’analisi di opere per adulti che presentano importanti ritratti di infanzia e adolescenza, uno spazio di riflessione pedagogica con testi editi e inediti, per far circolare il più possibile pensieri di grande validità per chi si occupa di educazione e un appuntamento dedicato agli anniversari.
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